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La settimana scorsa ho partecipato finalmente al corso per l’utilizzo del software “ProKlimaHaus” per la valutazione delle dispersioni termiche degli edifici sviluppato dall’Agenzia CasaClima di Bolzano.

Il software, di semplice utilizzo, ammesso di aver precedentemente preso parte ai corsi base ed avanzato è stato una sorpresa al di là del calcolo delle dispersioni e della conseguente certificazione energetica dell’edificio in base agli standard CasaClima.

Infatti la novità presente in questa versione consiste in una intera sezione nella quale è possibile valutare l’efficienza della resa degli impianti ed in definitiva l’emissione di CO2 e gas serra.

Ed è proprio utilizzando questa sezione che emerge, con la scientifica spietatezza del software che non giudica ma valuta scientificamente le resa dei vari impianti, l’indiscussa validità di un sistema di riscaldamento che avevo sempre snobbato: il pellet.

Infatti questo combustibile prodotto con gli scarti di lavorazione del legno, ed assolutamente naturale, dimostra inequivocabilmente di essere uno dei migliori prodotti sul mercato in termini di emissione di CO2 oltre che estremamente eonomico nei consumi.

Per farla breve il rifiuto che diventa risorsa economica ed ecologica non ci può che piacere.

Insomma da valutare, sempre sperando che la lobby dei produttori di pellet non faccia scherzi con i prezzi.

Un articolo di approfondimento lo trovi quì.

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tetto_legno.jpgL’isolamento termico delle coperture L’isolamento termico delle coperture è una delle azioni fondamentali da porre in atto per migliorare l’efficienza energetica del nostro edificio, in quanto la dispersione termica che si realizza attraverso il tetto è una quantità sensibile di quella che interessa l’involucro edilizio nel suo insieme. Isolare il tetto garantisce un sensibilmente abbassamento dei consumi energetici dell’edificio e un notevole miglioramento del confort abitativo.

Le coperture possono essere principalmente di due tipi:coperture piane e coperture a falde.

Coperture piane

In questa tipologia di tetti oltre al problema dell’isolamento si rende necessario prevedere una buona impermeabilizzazione per evitare le infiltrazioni d’acqua.Un tetto piano può essere isolato sostanzialmente in tre maniere:

1. verso l’estradosso (tetto caldo)

2. verso l’estradosso (tetto rovescio)

3. mediante l’installazione di un controsoffitto

Isolamento estradosso “tetto caldo”

Si definisce “tetto caldo” quello nel quale l’isolamento esterno è posto al di sotto dello strato impermeabilizzante.Questa soluzione prevede che lo strato impermeabilizzante, solitamente una guaina, sia direttamente sottoposto agli agenti atmosferici ed in particolare all’azione della radiazione solare che ne può modificare le caratteristiche.Per ovviare a questo inconveniente è opportuno realizzare uno strato impermeabilizzante composto da una doppia guaina, delle quali quella esterna dovrà essere dotata di strato protettivo in scaglie di ardesia.Quello esposto è in assoluto il sistema più pratico e conveniente, si possono comunque utilizzare altri sistemi che prevedono la stesura sul tetto di materiali inerti (ghiaia), il posizionamento di lastre di cemento pedonabili o addirittura la creazione di un vero e proprio prato (tetto verde).

Isolamento estradosso “tetto rovescio”

Nel cosiddetto tetto rovescio lo strato impermeabilizzante viene “protetto” dalla coibentazione.Essendo quest’ultima soggetta agli agenti atomosferici sarà necessario utilizzare materiali igroscopici e con ottime caratteristiche di resistenza (solitamente materiali sintetici tipo il polistirene ed xps.

Isolamento su controsoffitto

Isolamento realizzato sul controsoffitto (pannelli di gesso, lamiera ecc.) comporta, come anche nel caso dell’isolamento interno a parete, il rischio che al suo interno si formino fenomeni di condensa con la conseguente apparizione di muffe.Questa soluzione comporta come vantaggio la possibilità inserire le tubazioni, gli impianti tecnologici ed i corpi illuminanti all’inteno del controsoffitto, che nel caso di ristrutturazione può essere anche un considerevole vantaggio.Per evitare problemi di peso alla struttura sarà necessario utilizzare materiali coibenti fibrosi (fibra di vetro) possibilmente dotati sul lato inferiore di apposita carta con effetto di barriera vapore per diminuire il rischio di formazione della condensa.

Copertura a falde

Quando la copertura dell’edificio da coibentare è a falde l’intervento di isolamento può essere attuato sulla superficie inclinata oppure sull’ultimo solaio piano. Se il locale sottotetto non è utilizzato si ricorre solitamente all’isolamento dell’ultima soletta piana, riducendo così il volume da riscaldare. Pannello sottotegolaL’isolamento è posto direttamente sotto le tegole, che vengono ancorate ad esso senza l’ausilio degli usuali listelli di legno. Se l’intervento è effettuato in un edificio esistente, è necessario verificare che il sovraccarico derivante dalla posa dei pannelli sia compatibile con la struttura e che il piano di posa sia impermeabilizzato; bisogna poi ripristinare il battente sul lato gronda con un listello di legno o con un cordolo perimetrale in cemento per ancorare la grondaia e le tubazioni verticali.Se necessario deve essere prevista una barriera al vapore, dove si appoggiano i pannelli in modo continuo per evitare ponti termici.Con forti pendenze il fissaggio dei pannelli e delle tegole deve essere meccanico.Isolamento su solaio sottotettoL’intervento consiste nella posa sulla parete superiore del solaio di uno strato di materiale isolante ed eventualmente di un ulteriore strato di materiale vario che renda praticabile il solaio per la manutenzione del tetto.La finitura superficiale può essere costituita da uno strato di imboiaccatura (10 kg/m2), da lastre in legno-cemento posate a secco direttamente sull’isolante, da una cappa in sabbia e cemento (2-3 cm), da piastrelle.La soluzione scelta, nel caso di interventi in un edificio esistente, deve essere compatibile con la portata del solaio.

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Ad un anno dall’entrata in vigore del NUOVO CONTO ENERGIA (D.M.12.02.2007) riscontriamo ancora una profonda disinformazione per quanto attiene alle questioni legate al Fotovoltaico. Paure irrazionali vanno a braccetto con l’oggettiva complessità della questione e creano disorientamento e confusione, che la scarsa informazione che passa attraverso i media tradizionali e l’enorme quantità di materiale presente nella rete non aiutano certo a risolvere.

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Per dare il nostro piccolo contributo riportiamo una breve e concentratissima guida per chi ne vuole sapere di più e desidera orientarsi in un campo che riteniamo di enorme interesse sia per motivi etici, il sole è inesauribile e l’energia che ci regala è pulita, sia in termini economici, infatti in questo momento l’investimento nel fotovoltaico risulta essere a tutti gli effetti un ottima possibilità. Comunque la si pensi in termini di energie rinnovabili la strada del Fotovoltaico ci sembra imprescindibile; tra due o duecento anni i combustibili fossili e per quanto ne sappiamo anche l’uranio saranno esauriti (in un mondo finito ci sembra inevitabile), e per allora opportunità vuole di farsi trovare preparati. Gli attuali elevati costi del Fotovoltaico, come in tutti gli altri campi tecnologici, potrebbero essere abbattuti grazie allo sviluppo del mercato ed alla conseguente ricerca. Il Conto Energia offre una grande opportunità sia ai privati che alle aziende di poter dare un piccolo contributo al miglioramento di questo pianeta e perché no anche al proprio portafoglio.

Ma passiamo ora alle informazioni fondamentali.

  • Cos’è un impianto FotoVoltaico? Un impianto FotoVoltaico (FV) è l’insieme di pannelli e di apparecchiature necessarie per produrre energia elettrica dalla radiazione solare. I pannelli possono essere installati sul tetto di una casa o di uno stabilimento industriale oppure a terra.
  • Che cos’è il Conto Enegia?Il Conto Energia è una legge dello Stato (D.M. 19.02.2007) che incentiva l’installazione degli impianti FV tramite l’erogazione, per 20 anni, di contributi in Conto Energia ovvero in base all’energia prodotta dall’impianto. La tariffa incentivante varia in base alla dimensione dell’impianto oltre alla sua ubicazione (tariffa più alta per impianti sul tetto, più bassa per impianti a terra).
  • E che cosa me ne faccio dell’energia elettrica che produco? L’energia elettrica prodotta dall’Impianto FV posso utilizzarla per le mie necessità oppure la posso vendere a Gestore della Rete (Enel o gli altri operatori), o posso fare tutte e due le cose insieme (parte la consumo e parte la vendo). Qualsiasi sia l’utilizzo che faccio dell’energia introito comunque il contributo garantito dal Conto Energia.
  • Che redditività mi garantisce il mio impianto? Con impianti domestici di piccole dimensioni (3kw) sborsando di tasca mia circa € 3.000 e facendomi finanziare il resto, posso avere fin da subito energia elettrica gratis (bolletta Enel ad € 0) e nei 20 anni di durata del Conto Energia posso avere utili garantiti di circa € 17.000.Per impianti di grosse dimensioni (100kw), facendomi finanziare completamente, con ilConto Energia pago le eventuali rate del prestito o del leasing, ho una parte di energiagratis e nei 20 anni di contribuzione ho utili minimi garantiti di circa € 340.000!
  • Altri vantaggi? Blocco il prezzo dell’energia elettrica per sempre. Si tenga conto che quest’ultimaha un andamento inflattivo di circa il 4,5%. Valorizzo l’immobile sul quale vado ad installare l’impianto. Scelta etica e grandi vantaggi ambientali.
  • Chi può beneficiare dei vantaggi del Conto Energia? Tutti! Imprese, privati, Condomini, Enti pubblici e Giuridici.
  • Quanto costa un impianto FV? Gli impianti costano dai 5.500 ai 6.000 € + iva 10% per ogni kWp di potenza installata.Il costo dell’impianto può essere finanziato al 100% con prestito chirografario o leasing.
  • In questo sito è disponibile una utile e semplice guida utile per approfondire questi argomenti, con particolare attenzione alle opportunità economico-finanziarie offerte dall’energia fotovoltaica.

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A basso consumo energetico sono considerati quei fabbricati che hanno un fabbisogno termico inferiore a 50 khW/m2a

Come costruire un edificio a basso consumo energetico?

Costruire edifici di elevata efficienza energetica non è difficile. L’efficienza si ottiene partendo da accorgimenti semplici: giusto orientamento e compattezza della forma. Occorre inoltre un involucro edilizio termicamente ben isolato, impermeabile e senza ponti termici. Queste sono le misure più efficaci per ridurre i consumi energetici, creando così ottime condizioni per ulteriori miglioramenti dell’efficienza. In un edificio, che consuma poca energia, è molto più facile mantenere buone condizioni climatiche e coprire il rimanente fabbisogno energetico con le energie rinnovabili.

Accorgimenti semplici

Orientamento

L’orientamento migliore è quello verso Sud, perché consente il migliore sfruttamento degli apporti solari in inverno. La facciata esposta a Sud è anche più facilmente ombreggiabile in estate. L’orientamento verso Sud non è sempre realizzabile, ma gli esempi dimostrano che anche edifici con un orientamento differente possono essere energeticamente efficienti.

Compattezza della forma

La compattezza dell’edificio incide sul fabbisogno energetico, perché si riscalda (o si raffredda) un volume e lo scambio termico con l’ambiente esterno avviene tramite la superficie. Conferendo all’edificio una forma compatta, il rapporto tra superficie (S) e volume (V) diventa più vantaggioso. Il rapporto S/V di un edificio energeticamente efficiente dovrebbe essere < 0,6.

Isolamento termico

L’isolamento termico è la misura più efficace e più economica per ridurre il fabbisogno termico. I costi d’investimento si recuperano già entro pochi anni tramite i risparmi energetici ottenuti. Una kWh risparmiata mediante l’isolamento termico vale di più di una kWh risparmiata con l’uso del più efficiente sistema di riscaldamento/raffreddamento, perché la vita dei materiali termoisolanti è molto più lunga rispetto a quella degli impianti.

Assenza di ponti termici

I ponti termici aumentano notevolmente il fabbisogno termico e pertanto devono essere accuratamente evitati. Balconi ed altri elementi che normalmente sporgono dalla facciata possono essere costruiti anche senza diretto contatto con l’edificio. Impermeabilità dell’involucro L’involucro di un edificio energeticamente efficiente deve essere impermeabile al vento, perché le infiltrazioni d’aria incontrollate attraverso giunti e fessure aumentano il fabbisogno termico. L’impermeabilità può essere accertata tramite un Blower-Door-Test. In condizioni di una differenza di pressione di 50 Pa (Pascal) il tasso di ricambio d’aria per infiltrazione (n50) deve essere compreso tra lo 0,2 e lo 0,6/h.

Finestre

Le finestre servono in primo luogo per illuminare gli ambienti con la luce naturale; in secondo luogo anche per captare gli apporti termici solari. In inverno, le finestre fanno perdere molto calore rispetto alle pareti, perché la loro trasmittanza è molto maggiore di queste ultime. Le finestre usate negli edifici a basso consumo energetcio hanno una trasmittanza ridotta (U < 1,8 W/m2K) e una trasparenza che fa penetrare > 0,55 % della luce incidente. La dimensione delle finestre deve essere tale da non creare surriscaldamenti in estate.

Schermature

Le schermature svolgono varie funzioni: devono ombreggiare le finestre quando c’è troppo sole ed impedire così abbagliamenti e surriscaldamenti, riflettere la luce nella profondità dei locali migliorando così l’illuminazione naturale. Per svolgere queste funzioni le schermature dovrebbero essere regolabili.

Installazioni

Ventilazione controllata

Gli edifici energeticamente efficienti sono dotati di un impianto di ventilazione controllata. La ventilazione meccanica consuma energia elettrica, ma ha due essenziali vantaggi: è più precisa nel regolare il ricambio d’aria e può recuperare calore dall’aria in uscita. Il ricambio d’aria deve essere individualmente regolabile secondo le esigenze: per esempio, quando sono presenti molte persone e fumatori. Recupero di calore La ventilazione meccanica consente il recupero del calore dall’aria in uscita: Il recupero avviene per mezzo di scambiatori di calore che lo trasferiscono all’aria in entrata. Per ottenere un buon risultato di recupero, questi scambiatori devono avere un rendimento di almeno il 60-75 %. Scambiatori di calore interrati Il sistema di ventilazione meccanica può essere collegato anche a scambiatori interrati che consentono di riscaldare o di raffreddare l’aria in entrata, perché alla profondità di 100-150 cm, la temperatura della terra rimane quasi costante per tutto l’anno. L’aria esterna che attraversa lo scambiatore interrato si riscalda in inverno e si raffredda in estate. In inverno, l’aria esterna di 0°C può assumere una temperatura fino a 10-12°C, mentre in estate, l’aria oltre i 30°C si raffredda fino a 25-27°C. Riscaldamento Al riscaldamento degli edifici ad alta efficienza energetica contribuiscono gli apporti solari captati dalle finestre e il calore emesso da persone ed apparecchi elettrici. Questi contributi non sono normalmente sufficiente per portare la temperatura interna ai desiderati 19-20°C, per cui si ha bisogno anche di un impianto di riscaldamento. La produzione di calore può essere affidata ad una caldaia a condensazione, ad una pompa di calore o, in certi casi, anche ad un collettore solare.

Acqua calda sanitaria

La produzione d’acqua calda sanitaria con collettori solari riduce notevolmente i consumi energetici ed è pertanto economica. Con il risparmio energetico ottenuto i costi di un collettore si recuperano in pochi anni. Pannelli fotovoltaici I pannelli fotovoltaici generano corrente continua a 12 o 24 V, che, trasformata in corrente alternata a 220 V, viene normalmente immessa nella rete della società erogatrice di energia elettrica, mentre il consumatore si serve direttamente dalla rete. Il sistema ha due vantaggi per il consumatore: garantisce la disponibilità d’energia elettrica in ogni momento e anche un guadagno, perché la società acquista la kWh fotovoltaica ad un prezzo maggiore di quello di una kWh erogata. Con questo guadagno, il cliente ammortizza il costo del suo impianto.

La progettazione

La progettazione di edifici ad alta efficienza energetica deve essere mirata ed accurata, quindi è un po’ più impegnativa della progettazione di un fabbricato normale. Per ottenere un buon risultato occorre la collaborazione di vari specialisti fin dall’inizio dei lavori. A supporto della progettazione esistono oggi software che consentono il controllo dei risultati progettuali in ogni momento.

Tratto da Miniwatt.it

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Le case in legno, come ogni altra costruzione civile, sono realizzabili solo rispettando una serie di procedure tecniche e costruttive predeterminate. Le strutture vengono prevalentemente realizzate secondo le tre principali tipologie costruttive: in blockhaus, con pannelli sandwich o con travi e pilastri in legno lamellare.

Blockhaus o “Casa in perline” Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere le pareti sovrapponendo e incastrando una alla volta, fino alla sommità della casa, strati di perline – o addirittura veri e propri tronchi scortecciati – con diverse sezioni strutturali, in funzione delle esigenze e con intersezioni ammorsate nelle tre direzioni spaziali. 003.jpegLa finitura esterna è in genere molto rustica: dato il grosso spessore delle perline e il loro colore tendenzialmente scuro, tali case risultano poco luminose; inoltre gli spazi interni sono piccoli e condizionati dalla massima lunghezza delle tavole adoperabili. Una caratteristica naturale delle tavole è la progressiva riduzione del contenuto di umidità, con il conseguente verificarsi di fenditure, torsioni e restringimenti: col passare del tempo, può rendersi necessaria la sigillatura con silicone. Per ovviare ai fenomeni di espansione e ritiro tipici del legno, si sono sviluppate due metodologie costruttive: la prima è rappresentata dal sistema rigido, in cui ogni perlina è fissata ad un altra, con una vite o un chiodo; la seconda è il sistema a gravità, in cui le tavole sono solo appoggiate una sull’altra e creano una parete svincolata, nella quale tuttavia possono verificarsi anche dei distacchi notevoli quanto più alta è la parete. Per rafforzare la tenuta delle giunzioni viene talvolta inserita della gommapiuma fra tavola e tavola.Non essendoci aria nelle pareti piene così realizzate, viene a mancare quella riserva di ossigeno che fa propagare più velocemente il fuoco; le tavole bruciano lentamente, secondo la loro natura. Gli impianti possono essere del tipo ponte semplice a vista oppure possono essere installati dietro una controparete interna.

Platform framing o “Casa a pannelli”

Consiste nel pre-assemblare in fabbrica la trama strutturale delle singole pareti realizzando un versatile telaio bidirezionale di tavole, che si presta ad essere successivamente rivestito, anche in cantiere, con differenti materiali di finitura (perline, OSB, intonaco a cappotto, mattoni a vista, ecc.).

528401728100dscf0148.jpegI pannelli vengono progettati per offrire una grande resistenza e stabilità, riducendo al minimo le connessioni per garantire il massimo isolamento, ridurre le infiltrazioni d’aria e di umidità ed offrire una superficie facile da rifinire. La standardizzazione garantisce un basso costo, un minor scarto di materiale e un montaggio più rapido.

Questo tipo di casa, dalle singole pareti ai moduli-stanza, può anche essere completamente e rapidamente pre-assemblato in stabilimento, in ambienti climaticamente controllati; gli impianti elettrico e idrico possono essere incassati, risultando comunque facilmente ispezionabili; le pareti possono essere già dotate di porte e finestre e, giunte in cantiere, vanno solo erette e avvitate insieme.

Timber Frame o “casa a telaio”

Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere lo scheletro strutturale dell’intera casa, composto da pilastri e travi in legno di grossa sezione collegati da un complesso sistema di giunti, provvedendo in un secondo momento a tamponare i fori delimitati dal telaio con varie soluzioni di finitura.

holz_riegelbau_img1.jpegPer fabbricare il telaio occorre un’accurata progettazione strutturale e un’esecuzione perfetta, tramite l’uso di lunghi, grossi e pesanti elementi lignei; questi possono rimanere a vista in tutta la loro bellezza e la maglia strutturale elimina la necessità di muri di ripartizione dei carichi, consentendo la realizzazione di ampi spazi liberi (le stanze possono essere di ogni dimensione ed altezza), soffitti a volta alti anche due piani e vetrate a tutta parete; le pareti interne possono essere aggiunte e rimosse con facilità.

L’utilizzo di un telaio in legno adeguatamente dimensionato consente, rispetto all’impiego dell’acciaio, il raggiungimento di una migliore resistenza al fuoco. Inoltre, dal punto di vista meccanico, ne consegue un miglior valore di efficienza meccanica, grazie al favorevole rapporto resistenza/massa. L’edificio è a prova di terremoto, poiché la struttura, adeguatamente controventata, è in grado -grazie alla sua ridotta massa- far fronte alle azioni sismiche molto meglio di una costruzione convenzionale, rispetto alla quale -vista dall’esterno- non si differenzia minimamente.

Il costo di una casa in legno e` relativo alla sola componentistica necessaria per l’edificio finito (struttura/rivestimenti esterni ed interni/pavimenti/serramenti ed infissi/ferramenta), e si aggira intorno ai 160 , 550 Euro al metro quadro , la variazione del prezzo e` dovuta dalle caratteristiche del materiale usato ( tronchi quadrati ,tronchi rotondi …) per realizzarla. Sono esclusi dal prezzo: il montaggio; gli impianti idrico/sanitario ed elettrico; l’isolamento ed il manto della copertura (tegole/coppi o altro); la lattoneria (gronde, pluviali, etc.); i costi di trasporto ; la platea di fondazione.

Un buon isolamento termico ed un risparmio energetico del 40-50% rispetto alle normali costruzioni in muratura (una parete di legno spessa 10 cm isola quanto una di calcestruzzo di 80 cm). Una buona resistenza ai sismi legata al fatto che, essendo questi edifici costruiti su delle piattaforme di cemento, in caso di sollecitazioni sismiche “galleggiano” sul terreno, senza riportare danno alcuno. Una buona resistenza al fuoco in quanto i tronchi usati sono trattati con sostanze ignifughe ritardanti , la caratteristica isolante del legno, soprattutto quando utilizzato in pezzi di grosse dimensioni, gli permette una penetrazione del fuoco molto lenta che riduce il pericolo di crolli improvvisi inoltre l’autocombustione del legno avviene a 3oo gradi centigradi ,mentre la deformazione dell’acciaio e il rischio di crolli di una struttura in cemento armato avviene a 200 gradi centigradi. Un esecuzione rapida , i tempi di costruzione si aggirano intorno ai 30 giorni lavorativi , inoltre i lavori non sono influenzati dalle condizioni climatiche ,le log house si possono costruire in ogni stagione.

Normalmente gli operatori del settore oltre ad avere numerose case in catalogo, realizzano edifici su progetto degli interessati.

Non esistono praticamente più limitazioni di volume e di altezza in quanto con le moderne tecnoclogie è possibile, entro certi limiti, realizzare edifici di svariati piani e di dimensioni molto consistenti

I tempi di deterioramento di una casa in legno sono equiparabili a quelli dei comuni edifici in muratura; i produttori consigliano di utilizzare materiali sigillanti per l’esterno per la protezione del legno dagli insetti , dalle macchie blu e dalla muffa, mentre per l‘interno usare prodotti più naturali possibili come : olio di semi di lino ,cera vergine etc….

Di seguito riporto i link ai siti di varie aziende produttrici di case in legno:

http://www.nidex.ro/http://www.griffnerhaus.com/ITA_it/http://www.haus.rubner.com/

www.biohaus.it/

www.hausidea.it/

www.wolfhaus.it/

www.labellemaison.it

http://www.xn--schwrer-d1a.de/it/index.php

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La grande flessibilità d’impiego raggiunta dal legno permette di realizzare qualsiasi tipologia di copertura che può andare da quella più semplice a due falde (per la classica villetta o casa a schiera) a quella più complessa a più falde ed abbaini che troviamo anche nelle ristrutturazioni (edilizia residenziale), sino ad arrivare alle coperture di grandi luci di 25 / 30 ml. che contraddistinguono gli edifici ad uso terziario/industriale o ad uso pubblico quali scuole, palestre, cinema (grandi strutture).

Normalmente nel mercato sono attive una grande quantità di aziende che commercializzano strutture pretagliate, per le qualio effettuano anche il montaggio, che comprendono un pacchetto di copertura composto da uno strato di isolamento e di ventilazione adeguato, indispensabile se i sottotetti sono abitabili.

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I tetti in legno sono counemente composti da una struttura principale di sostegno (orditura principale composta da travi o capriate) a da un orditura secondaria (composta da travetti, arcarecci ecc.)….continua

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Prima di tutto rispondiamo a questa semplice domanda: perchè installare un impianto fotovoltaico?   Installare sul proprio tetto 8 metri quadri di pannelli fotovoltaici consente di abbattere per almeno 25 anni la propria spesa per l’energia elettrica il costo dell’installazione oscilla intorno ai 9-10.000 euro, in altre parole pari al costo di una normale automobile utilitaria.

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con il Conto Energia è possibile produrre un reddito cedendo al Gestore della Rete Elettrica l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari fotovoltaici.

  esistono agevolazioni regionali per ottenere finanziamenti agevolati e contributi pubblici per affrontare la spesa iniziale Detto questo, possiamo approfondire il tema e scoprire cosa sono i pannelli fotovoltaici e come producono energia elettrica mettendo a profitto la luce solare. L’energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra. Oggi consente di liberarci dal peso della bolletta dell’elettricità e migliorare la qualità di vita.  Come funziona un pannello fotovoltaico? Alcuni materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irraggiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni ’50 la realizzazione della prima cella fotovoltaica della storia. Lo stesso nome “fotovoltaico” esprime in sè tutto il significato della scoperta, “foto” deriva da “luce”, “voltaico” deriva da Alessandro Volta, inventore della batteria. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un “modulo”, un insieme di moduli compone il pannello solare fotovoltaico da installare sui tetti, terreni o terrazzi, ovunque ci sia un irragiamento diretto dei raggi solari. I pannelli fotovoltaici stanno ottenendo rapidamente il favore di consumatori e famiglie. Il vantaggio è evidente, investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte il costo dell’energia elettrica per almeno 25-30 anni. In Germania, e di recente anche in Italia con il Conto Energia, i proprietari dei pannelli solari fotovoltaici rivendono l’energia prodotta alle società elettriche ottenendo in cambio un reddito mensile aggiuntivo. 

Come funziona un impianto fotovoltaico   

I materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irragiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni ’50 di realizzare la prima cella fotovoltaica della storia dell’uomo. Lo stesso nome “fotovoltaico” esprime in sè tutto il significato della scoperta, foto = luce e voltaico = Alessandro Volta (inventore della batteria). 1) I pannelli fotovoltaici sono installati sul tetto della propria abitazione o ovunque ci sia un’esposizione diretta ai raggi solari (es. terrazze, cortili, terreni ecc.).  2) La luce solare è trasformata in energia elettrica alternata, usufruibile per tutte le normali attività domestiche.  3) L’energia elettrica prodotta dai pannelli in eccesso, rispetto ai consumi, viene venduta alla società elettrica come credito da applicare sulla bolletta elettrica. Questo quadro si amplierà radicalmente quando l’Italia approverà il “conto energia” in base al quale chiunque potrà rivendere l’energia prodotta dai pannelli solari ottenendo in cambio un reddito netto (profitto). Attualmente è concesso al massimo compensare il costo della propria bolletta elettrica. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un modulo fotovoltaico in grado di trasformare la luce solare direttamente in energia elettrica. Un modulo è costituito da 36 celle poste in serie e consente di produrre una potenza di circa 50 Watt. Ogni singola cella fotovoltaica (FV) può produrre circa 1,5 Watt di potenza a una temperatura standard di 25°C. L’energia prodotta dal modulo prende il nome di potenza di picco (Wp). La modularità dei pannelli fotovoltaici consente una vasta flessibilità di impiego. Le celle possono essere combinate in serie sulla base delle reali esigenze energetiche dell’utenza o sulle caratteristiche della superficie destinata all’impianto. L’energia elettrica in uscita dal modulo viene passa per dispositivi balance of system per adattare la corrente e trasformarla in corrente alternata tramite il sistema di inverter. L’energia così modificata è introdotta nella rete elettrica per alimentare il consumo di elettricità locale (sistemi isolati in case o imprese) o per essere computata a credito da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica.  Il fotovoltaico funziona di notte?    Nelle giornate nuvolose e durante le ore notturne l’abitazione dotata di impianti fotovoltaici in rete non resterà mai al buio. L’uso dei pannelli fotovoltaici “in rete” non sostituisce il consumo della normale rete elettrica che continuerete normalmente a utilizzare.   

La convenienza economica del fotovoltaico  

Molti si domanderanno: “installare i pannelli solari fotovoltaici conviene oppure no?” Questa è la tipica e lecita domanda che ogni persona interessata al fotovoltaico si pone. Rispondiamo subito alla domanda in questo modo: “dipende dal quadro normativo”. In breve, l’introduzione del conto energia consente di ammortizzare gli investimenti in pochi anni, si rinuncia a qualsiasi contributo iniziale all’acquisto ma si rivende l’energia elettrica prodotta a una tariffa incentivata.  Tralasciando l’aspetto normativo esistono diversi fattori fisici e geografici tali da determinare variazioni nei rendimenti dei pannelli solari fotovoltaici, ad esempio la latitudine. L’irraggiamento solare non è uguale ovunque. Si prenda come metro di confronto nord-centro-sud la seguente tabella tratta dal Ministero dell’Ambiente:  Elettricità prodotta KWh/anno da un impianto FV di 8 m² Milano 1.167 kWh ogni anno Roma  1.477 kWh ogni anno Trapani 1.669 kWh ogni anno  Come interpretare la tabella: un impianto fotovoltaico di circa 8 m² installato su un’abitazione della provincia di Milano produce ogni anno 1.167 kWh ogni anno. Gli stessi 8 metri quadrati producono 1.477 kWh a Roma e 1.669 a Trapani. Detto questo cerchiamo adesso di spiegare come si arriva a questi risultati (fonte Ministero dell’Ambiente). Nella zona di Milano l’insolazione media annuale è di 1.372.4 kWh/m² anno. Considerando un abbattimento del 12,5% causato dall’efficienza dei moduli FV e una perdita del 85% dovuta al trasferimento dell’energia per l’uso domestico (cd BOS) si ottiene che per ogni metro quadro di pannelli solari fotovoltaici produce 146 kWh ogni anno.  Pertanto 8 m² di pannelli fotovoltaici sul proprio tetto producono approssimativamente 1.167 kWh ogni anno. Il proprietario dell’immobile dotato di pannelli fotovoltaici avrà un chiaro risparmio nel consumo domestico di energia elettrica.  

pannellifotovoltaici.jpgLo stesso metodo di calcolo può essere ripetuto per Roma e di Trapani. Nella zona di Roma l’insolazione annuale naturale media è pari a 1.737 kWh/m², nella zona di Trapani 1.963 kWh/m².  L’esposizione al sole della superficie destinata a ospitare i pannelli FV è un altro aspetto fondamentale. Per ottenere il massimo rendimenti i pannelli solari devono essere sottoposti a un irraggiamento diretto dai raggi solari. La robustezza e l’inclinazione del tetto sono un altro aspetto critico da considerare. Un tetto poco robusto o troppo inclinato potrebbe rendere impraticabile o troppo costosa l’installazione del sistema fotovoltaico. 

I costi del fotovoltaico   

Il costo finale di un impianto fotovoltaico di medie dimensioni può oscillare da 8.000 euro in poi, in funzione delle esigenze di consumo energetico e dalle caratteristiche della propria abitazione. Nel caso dei tetti piani, robusti e ben esposti alla luce solare il costo è notevolmente inferiore rispetto ai tetti inclinati o poco esposti.I costi sono legati anche al mercato. Il fotovoltaico è un mercato nascente in forte crescita e i prezzi sono soggetti alle tipiche regole della concorrenza e della domanda. Finora la presenza di quadri normativi poco efficaci ha penalizzato la presenza di una stabile domanda di pannelli FV, spesso legata alla presenza di contributi regionali tramite periodici bandi di concorso. L’esiguità dei fondi per la concessione dei contributi e la burocrazia delle procedure hanno fatto il resto. Con la recente decisione di introdurre il sistema del “conto energia” si prevede un rapido incremento della domanda. Il “conto energia”, molto atteso anche dalle società di settore, favorirà anche l’accesso sul mercato da parte di nuove imprese competitors a tutto vantaggio della concorrenza. E’ pertanto consigliabile richiedere preventivi a più aziende specializzate prima di decidere a chi affidare l’installazione dell’impianto.   Come per qualsiasi altro impianto domestico anche il costo di un impianto fotovoltaico si divide in:Costi iniziali di investimento Realizzazione impianto, acquisto moduli e dispositivi. Costi di esercizio La manutenzione annuale.  Per molti anni il costo dei pannelli solari è stato molto elevato a causa della bassa scala del mercato e del quadro normativo inefficace. Molti analisti prevedono il boom commerciale del solare FV soltanto dopo l’approvazione della normativa sul conto energia. I costi di manutenzione sono generalmente bassi e accessibili a tutti. Si consiglia di stipulare il contratti di assistenza con la ditta installatrice al momento dell’acquisto per ottenere ulteriori riduzioni nella spesa.  La durata media di un impianto fotovoltaico oscilla tra i 25 e i 30 anni. Durante l’intera vita dell’impianto eliminerete parzialmente o completamente i costi di erogazione dell’energia elettrica ottenendo anche dei surplus economici nel caso del “conto energia”. I vantaggi economici sono quindi evidenti.  I costi possono essere abbattuti usufruendo degli incentivi pubblici concessi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici dalle Regioni o dallo Stato. In alcuni casi si può ottenere un contributo pari al 75% della spesa complessiva. Purtroppo i fondi pubblici si sono dimostrati inadeguati a coprire l’intera domanda e molti bandi di concorso regionali sono ormai scaduti.  Il futuro è nella politica delle tariffe incentivate. Dal nostro punto di vista riteniamo preferibile un intervento pubblico sulle tariffe di acquisto agevolate dell’energia prodotta dai pannelli solari FV (conto energia) piuttosto che una politica dei contributi basata su fondi pubblici limitati e accessibili a pochi. Le tariffe agevolate sarebbero applicabili a tutti gli acquirenti dei pannelli e consentirebbero al mercato del fotovoltaico di crescere rapidamente.   La durata di un impianto fotovoltaico   Quanto dura un impianto fotovoltaico? Circa 25-30 anni. Si tratta pertanto di un investimento in grado di perdurare nel tempo per due generazioni. Cambierete automobile almeno 5 volte ma i pannelli fotovoltaici saranno sempre lì a generare elettricità per la vostra casa. Se un impianto fotovoltaico ha un costo oscillante tra i 10.000 e i 15.000 euro la spesa che dedicherete a cambiare automobile durante questo lungo periodo sarà dieci volte superiore. Con l’espansione del mercato fotovoltaico i nuovi pannelli garantiscono autonomia di funzionamento e rendimenti sempre più elevati. Il prezzo dei pannelli fotovoltaici tende costantemente a scendere facendo accedere alla domanda anche chi aveva scartato l’ipotesi in passato a causa dei costi troppo elevati. Il miglioramento normativo, introdotto con il “conto energia”, farà il resto garantendo per venti anni il riacquisto dell’energia elettrica prodotta dai pannelli in cambio di tariffe incentivate. Gli impianti fotovoltaici   

I sistemi solari fotovoltaici si dividono in:  sistemi “stand alone” (isolati)Questi sistemi FV non sono connessi alla rete elettrica pertanto non cedono l’energia prodotta in eccesso alla rete ma la accumulano in apposite batterie locali. L’energia immagazzinata consentirà l’erogazione in un secondo tempo (es. illuminazioni stradali in zone di montagna). Questi sistemi hanno l’indubbio vantaggio di fornire energia elettrica in luoghi ancora scoperti dalla rete elettrica e risolvere quindi il problema delle utenze difficili (il cui costo sociale di allacciamento alla rete elettrica è elevato).  sistemi “grid connect” (connessi alla rete elettrica)Questi sistemi hanno un collegamento diretto con rete elettrica e possono scambiare energia elettrica (es. vendendo alla rete nazionale l’energia prodotta in eccesso dai pannelli solari rispetto al consumo). In questi casi l’utenza può contare sia sull’energia elettrica prodotta dal pannello fotovoltaico sia dalla normale erogazione di energia della rete nazionale. Il costo finale in bolletta sarà il saldo algebrico tra i due flussi di energia. Gli impianni “grid connect” possono essere di piccole dimensioni (es. piccole utenze) o di grandi dimensioni (es. centrali fotovoltaiche). Il principio di funzionamento è simile in entrambi i casi: l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari è ceduta direttamente alla rete elettrica nazionale e conteggiata a credito da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica.  

L’efficienza dell’impianto fotovoltaico 

La produzione di energia tramite gli impianti fotovoltaici dipende da vari fattori:Superficie dell’impiantoL’inclinazione ideale dei pannelli solari rispetto al terreno è di 30°. Per le altre pendenze la perdita oscilla dal -10% per inclinazioni orizzontali (tetto piano) e -35% per inclinazioni completamente verticali (pareti esterne). Posizione dei pannelli rispetto al sole.

I pannelli devono essere esposti a sud per ricevere il max. irraggiamento solare. Orientando i pannelli verso sud-est o verso sud-ovest si ottiene una perdita del -5%.E’ importante anche correggere l’inclinazione in base alla propria latitudine. L’inclinazione dei pannelli deve essere aggiustata con angolo di inclinazione pari alla latitudine locale sottratta di 10° circa.  Potenza della radiazione solare L’energia solare irraggia diversamente una località del nord e del sud Italia. Basti considerare i diversi valori di insolazione media di Milano (1372,4 kWh/m2 anno), di Roma (1737,4 kWh/m2 anno) e di Trapani (1963,7 kWh/m2 anno). Anche le caratteristiche morfologiche e atmosferiche della zona hanno un ruolo importante nel determinare la potenza della radiazione solare e la raccolta di energia fotovoltaica. Efficienza dei moduli FV  In condizioni “standard” d’insolazione (1000 W/m2, temperatura del modulo di 25°C) si stima che l’efficienza dei moduli fotovoltaici oscilli mediamente tra 10-12,5%.  Efficienza del BOS Per BOS si intende l’insieme dei dispositivi e dei componenti elettrici necessari per trasferire l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici fino alla rete elettrica. Un valore dell’85% è generalmente considerato accettabile.  Es. dato il valore di insolazione media annua di Roma (1737.4 kWh/m² anno) 8 metri quadri di pannelli coprono una superficie potenziale di 1737.4 kWh x 8 = 13.899,2 kWh. L’efficienza dei moduli permetterà di convertirne il 10% in energia elettrica, ovvero 1.389 kWh. Considerando poi anche l’efficienza media del BOS pari al 85%, 1389 kWh x 85% otteniamo 1181 kWh. Complessivamente, 8 metri quadri di pannelli solari a Roma produrranno 1.181 kWh annuali di corrente alternata. 

Materiale tratto dal sito ecoage.it 

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