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Archive for the ‘Sistemi costruttivi’ Category

tetto_legno.jpgL’isolamento termico delle coperture L’isolamento termico delle coperture è una delle azioni fondamentali da porre in atto per migliorare l’efficienza energetica del nostro edificio, in quanto la dispersione termica che si realizza attraverso il tetto è una quantità sensibile di quella che interessa l’involucro edilizio nel suo insieme. Isolare il tetto garantisce un sensibilmente abbassamento dei consumi energetici dell’edificio e un notevole miglioramento del confort abitativo.

Le coperture possono essere principalmente di due tipi:coperture piane e coperture a falde.

Coperture piane

In questa tipologia di tetti oltre al problema dell’isolamento si rende necessario prevedere una buona impermeabilizzazione per evitare le infiltrazioni d’acqua.Un tetto piano può essere isolato sostanzialmente in tre maniere:

1. verso l’estradosso (tetto caldo)

2. verso l’estradosso (tetto rovescio)

3. mediante l’installazione di un controsoffitto

Isolamento estradosso “tetto caldo”

Si definisce “tetto caldo” quello nel quale l’isolamento esterno è posto al di sotto dello strato impermeabilizzante.Questa soluzione prevede che lo strato impermeabilizzante, solitamente una guaina, sia direttamente sottoposto agli agenti atmosferici ed in particolare all’azione della radiazione solare che ne può modificare le caratteristiche.Per ovviare a questo inconveniente è opportuno realizzare uno strato impermeabilizzante composto da una doppia guaina, delle quali quella esterna dovrà essere dotata di strato protettivo in scaglie di ardesia.Quello esposto è in assoluto il sistema più pratico e conveniente, si possono comunque utilizzare altri sistemi che prevedono la stesura sul tetto di materiali inerti (ghiaia), il posizionamento di lastre di cemento pedonabili o addirittura la creazione di un vero e proprio prato (tetto verde).

Isolamento estradosso “tetto rovescio”

Nel cosiddetto tetto rovescio lo strato impermeabilizzante viene “protetto” dalla coibentazione.Essendo quest’ultima soggetta agli agenti atomosferici sarà necessario utilizzare materiali igroscopici e con ottime caratteristiche di resistenza (solitamente materiali sintetici tipo il polistirene ed xps.

Isolamento su controsoffitto

Isolamento realizzato sul controsoffitto (pannelli di gesso, lamiera ecc.) comporta, come anche nel caso dell’isolamento interno a parete, il rischio che al suo interno si formino fenomeni di condensa con la conseguente apparizione di muffe.Questa soluzione comporta come vantaggio la possibilità inserire le tubazioni, gli impianti tecnologici ed i corpi illuminanti all’inteno del controsoffitto, che nel caso di ristrutturazione può essere anche un considerevole vantaggio.Per evitare problemi di peso alla struttura sarà necessario utilizzare materiali coibenti fibrosi (fibra di vetro) possibilmente dotati sul lato inferiore di apposita carta con effetto di barriera vapore per diminuire il rischio di formazione della condensa.

Copertura a falde

Quando la copertura dell’edificio da coibentare è a falde l’intervento di isolamento può essere attuato sulla superficie inclinata oppure sull’ultimo solaio piano. Se il locale sottotetto non è utilizzato si ricorre solitamente all’isolamento dell’ultima soletta piana, riducendo così il volume da riscaldare. Pannello sottotegolaL’isolamento è posto direttamente sotto le tegole, che vengono ancorate ad esso senza l’ausilio degli usuali listelli di legno. Se l’intervento è effettuato in un edificio esistente, è necessario verificare che il sovraccarico derivante dalla posa dei pannelli sia compatibile con la struttura e che il piano di posa sia impermeabilizzato; bisogna poi ripristinare il battente sul lato gronda con un listello di legno o con un cordolo perimetrale in cemento per ancorare la grondaia e le tubazioni verticali.Se necessario deve essere prevista una barriera al vapore, dove si appoggiano i pannelli in modo continuo per evitare ponti termici.Con forti pendenze il fissaggio dei pannelli e delle tegole deve essere meccanico.Isolamento su solaio sottotettoL’intervento consiste nella posa sulla parete superiore del solaio di uno strato di materiale isolante ed eventualmente di un ulteriore strato di materiale vario che renda praticabile il solaio per la manutenzione del tetto.La finitura superficiale può essere costituita da uno strato di imboiaccatura (10 kg/m2), da lastre in legno-cemento posate a secco direttamente sull’isolante, da una cappa in sabbia e cemento (2-3 cm), da piastrelle.La soluzione scelta, nel caso di interventi in un edificio esistente, deve essere compatibile con la portata del solaio.

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Le case in legno, come ogni altra costruzione civile, sono realizzabili solo rispettando una serie di procedure tecniche e costruttive predeterminate. Le strutture vengono prevalentemente realizzate secondo le tre principali tipologie costruttive: in blockhaus, con pannelli sandwich o con travi e pilastri in legno lamellare.

Blockhaus o “Casa in perline” Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere le pareti sovrapponendo e incastrando una alla volta, fino alla sommità della casa, strati di perline – o addirittura veri e propri tronchi scortecciati – con diverse sezioni strutturali, in funzione delle esigenze e con intersezioni ammorsate nelle tre direzioni spaziali. 003.jpegLa finitura esterna è in genere molto rustica: dato il grosso spessore delle perline e il loro colore tendenzialmente scuro, tali case risultano poco luminose; inoltre gli spazi interni sono piccoli e condizionati dalla massima lunghezza delle tavole adoperabili. Una caratteristica naturale delle tavole è la progressiva riduzione del contenuto di umidità, con il conseguente verificarsi di fenditure, torsioni e restringimenti: col passare del tempo, può rendersi necessaria la sigillatura con silicone. Per ovviare ai fenomeni di espansione e ritiro tipici del legno, si sono sviluppate due metodologie costruttive: la prima è rappresentata dal sistema rigido, in cui ogni perlina è fissata ad un altra, con una vite o un chiodo; la seconda è il sistema a gravità, in cui le tavole sono solo appoggiate una sull’altra e creano una parete svincolata, nella quale tuttavia possono verificarsi anche dei distacchi notevoli quanto più alta è la parete. Per rafforzare la tenuta delle giunzioni viene talvolta inserita della gommapiuma fra tavola e tavola.Non essendoci aria nelle pareti piene così realizzate, viene a mancare quella riserva di ossigeno che fa propagare più velocemente il fuoco; le tavole bruciano lentamente, secondo la loro natura. Gli impianti possono essere del tipo ponte semplice a vista oppure possono essere installati dietro una controparete interna.

Platform framing o “Casa a pannelli”

Consiste nel pre-assemblare in fabbrica la trama strutturale delle singole pareti realizzando un versatile telaio bidirezionale di tavole, che si presta ad essere successivamente rivestito, anche in cantiere, con differenti materiali di finitura (perline, OSB, intonaco a cappotto, mattoni a vista, ecc.).

528401728100dscf0148.jpegI pannelli vengono progettati per offrire una grande resistenza e stabilità, riducendo al minimo le connessioni per garantire il massimo isolamento, ridurre le infiltrazioni d’aria e di umidità ed offrire una superficie facile da rifinire. La standardizzazione garantisce un basso costo, un minor scarto di materiale e un montaggio più rapido.

Questo tipo di casa, dalle singole pareti ai moduli-stanza, può anche essere completamente e rapidamente pre-assemblato in stabilimento, in ambienti climaticamente controllati; gli impianti elettrico e idrico possono essere incassati, risultando comunque facilmente ispezionabili; le pareti possono essere già dotate di porte e finestre e, giunte in cantiere, vanno solo erette e avvitate insieme.

Timber Frame o “casa a telaio”

Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere lo scheletro strutturale dell’intera casa, composto da pilastri e travi in legno di grossa sezione collegati da un complesso sistema di giunti, provvedendo in un secondo momento a tamponare i fori delimitati dal telaio con varie soluzioni di finitura.

holz_riegelbau_img1.jpegPer fabbricare il telaio occorre un’accurata progettazione strutturale e un’esecuzione perfetta, tramite l’uso di lunghi, grossi e pesanti elementi lignei; questi possono rimanere a vista in tutta la loro bellezza e la maglia strutturale elimina la necessità di muri di ripartizione dei carichi, consentendo la realizzazione di ampi spazi liberi (le stanze possono essere di ogni dimensione ed altezza), soffitti a volta alti anche due piani e vetrate a tutta parete; le pareti interne possono essere aggiunte e rimosse con facilità.

L’utilizzo di un telaio in legno adeguatamente dimensionato consente, rispetto all’impiego dell’acciaio, il raggiungimento di una migliore resistenza al fuoco. Inoltre, dal punto di vista meccanico, ne consegue un miglior valore di efficienza meccanica, grazie al favorevole rapporto resistenza/massa. L’edificio è a prova di terremoto, poiché la struttura, adeguatamente controventata, è in grado -grazie alla sua ridotta massa- far fronte alle azioni sismiche molto meglio di una costruzione convenzionale, rispetto alla quale -vista dall’esterno- non si differenzia minimamente.

Il costo di una casa in legno e` relativo alla sola componentistica necessaria per l’edificio finito (struttura/rivestimenti esterni ed interni/pavimenti/serramenti ed infissi/ferramenta), e si aggira intorno ai 160 , 550 Euro al metro quadro , la variazione del prezzo e` dovuta dalle caratteristiche del materiale usato ( tronchi quadrati ,tronchi rotondi …) per realizzarla. Sono esclusi dal prezzo: il montaggio; gli impianti idrico/sanitario ed elettrico; l’isolamento ed il manto della copertura (tegole/coppi o altro); la lattoneria (gronde, pluviali, etc.); i costi di trasporto ; la platea di fondazione.

Un buon isolamento termico ed un risparmio energetico del 40-50% rispetto alle normali costruzioni in muratura (una parete di legno spessa 10 cm isola quanto una di calcestruzzo di 80 cm). Una buona resistenza ai sismi legata al fatto che, essendo questi edifici costruiti su delle piattaforme di cemento, in caso di sollecitazioni sismiche “galleggiano” sul terreno, senza riportare danno alcuno. Una buona resistenza al fuoco in quanto i tronchi usati sono trattati con sostanze ignifughe ritardanti , la caratteristica isolante del legno, soprattutto quando utilizzato in pezzi di grosse dimensioni, gli permette una penetrazione del fuoco molto lenta che riduce il pericolo di crolli improvvisi inoltre l’autocombustione del legno avviene a 3oo gradi centigradi ,mentre la deformazione dell’acciaio e il rischio di crolli di una struttura in cemento armato avviene a 200 gradi centigradi. Un esecuzione rapida , i tempi di costruzione si aggirano intorno ai 30 giorni lavorativi , inoltre i lavori non sono influenzati dalle condizioni climatiche ,le log house si possono costruire in ogni stagione.

Normalmente gli operatori del settore oltre ad avere numerose case in catalogo, realizzano edifici su progetto degli interessati.

Non esistono praticamente più limitazioni di volume e di altezza in quanto con le moderne tecnoclogie è possibile, entro certi limiti, realizzare edifici di svariati piani e di dimensioni molto consistenti

I tempi di deterioramento di una casa in legno sono equiparabili a quelli dei comuni edifici in muratura; i produttori consigliano di utilizzare materiali sigillanti per l’esterno per la protezione del legno dagli insetti , dalle macchie blu e dalla muffa, mentre per l‘interno usare prodotti più naturali possibili come : olio di semi di lino ,cera vergine etc….

Di seguito riporto i link ai siti di varie aziende produttrici di case in legno:

http://www.nidex.ro/http://www.griffnerhaus.com/ITA_it/http://www.haus.rubner.com/

www.biohaus.it/

www.hausidea.it/

www.wolfhaus.it/

www.labellemaison.it

http://www.xn--schwrer-d1a.de/it/index.php

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La grande flessibilità d’impiego raggiunta dal legno permette di realizzare qualsiasi tipologia di copertura che può andare da quella più semplice a due falde (per la classica villetta o casa a schiera) a quella più complessa a più falde ed abbaini che troviamo anche nelle ristrutturazioni (edilizia residenziale), sino ad arrivare alle coperture di grandi luci di 25 / 30 ml. che contraddistinguono gli edifici ad uso terziario/industriale o ad uso pubblico quali scuole, palestre, cinema (grandi strutture).

Normalmente nel mercato sono attive una grande quantità di aziende che commercializzano strutture pretagliate, per le qualio effettuano anche il montaggio, che comprendono un pacchetto di copertura composto da uno strato di isolamento e di ventilazione adeguato, indispensabile se i sottotetti sono abitabili.

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I tetti in legno sono counemente composti da una struttura principale di sostegno (orditura principale composta da travi o capriate) a da un orditura secondaria (composta da travetti, arcarecci ecc.)….continua

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Lo strato di ventilazione agevola, tramite i moti convettivi, la fuoriuscita dell’aria riscaldata (con velocità di 0,7-0,9 m/sec.) attraverso la linea di colmo di adeguata sezione. Il buon funzionamento di uno strato di ventilazione, con superficie di cmq./ml. 600/700, può portare ad un abbattimento calorico superiore al 40%, oltre a tutti gli altri benefici propri della ventilazione, quali la maggior durata degli elementi che compongono la copertura per l’assenza di muffe e fenomeni di condensa.

TETTO VENTILATO A DOPPIA LISTELLATURA

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Il sistema è composto, a partire dall’intradosso, da:

– assito a vista;

– barriera a vapore;

– listoni, dello spessore dell’isolante, paralleli alla linea di gronda;

– pannello isolante, (normalmente non inferiore a cm.6);

– guaina di protezione all’ acqua.

– listoni per la camera di ventilazione, ortogonali, di altezza cm. 6/7;

– listoncini ancorati ai listoni, paralleli alla linea di gronda, posta ad interasse a seconda della lunghezza dei coppi o delle tegole usati.

Dovrà essere munito di griglia antipassero e di un efficace colmo ventilato in grado di smaltire l’aria riscaldata, proveniente dalle falde.

 

TETTO VENTILATO A DOPPIO TAVOLATO

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Il sistema è composto, a partire dall’intradosso, da:

– assito a vista;

– barriera a vapore;

– listoni, dello spessore dell’isolante, paralleli alla linea di gronda;

– pannello isolante, (normalmente non inferiore a cm.6);

– listoni per la ventilazione, ortogonali, di altezza cm.5,5;

– secondo assito per l’alloggiamento dei coppi, (compensato marino);

– guaina di protezione all’ acqua.

Dovrà essere munito di griglia antipassero e di un efficace colmo ventilato in grado di smaltire l’aria riscaldata, proveniente dalle falde.

MICROVENTILAZIONE È opportuno che questo strato sia sempre presente in ogni tipo di copertura, anche se non propriamente ventilata, nella dimensione fino a cmq./ml. 200. La sua presenza evita il ristagno dell’umidità. Da segnalare che una copertura con sola microventilazione sottotegola NON viene considerata ventilata secondo la normativa.

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Il sistema prevede la formazione di una camera di ventilazione mediante l’applicazione, su ogni coppo canale, di un PIEDINO con funzioni di rialzo-distanziatore e, nel contempo, di ancoraggio dei coppi stessi.

L’intercapedine, ottenuta con i piedini di rialzo dei coppi di canale, ottempera alle seguenti prescrizioni tecniche:

– superficie di ventilazione media costante non inferiore a cmq./ml.600;

– assenza assoluta di listelli orizzontali limitanti il flusso ascensionale dell’aria calda.

Il contatto diretto della copertura con l’intercapedine di ventilazione sfrutta il surriscaldamento dell’aria accentuandone la velocità di deflusso. Il sistema si adatta a coppi nuovi o di recupero ed è dotato di Griglia di partenza (antipassero) e AERCOLMO ventilato (antipassero), in grado di smaltire l’aria calda proveniente dalle falde. PRODUTTORE: DEPLIMAX s.r.l. – Silea (TV).

Tratto da: tettiventilati.it

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