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La settimana scorsa ho partecipato finalmente al corso per l’utilizzo del software “ProKlimaHaus” per la valutazione delle dispersioni termiche degli edifici sviluppato dall’Agenzia CasaClima di Bolzano.

Il software, di semplice utilizzo, ammesso di aver precedentemente preso parte ai corsi base ed avanzato è stato una sorpresa al di là del calcolo delle dispersioni e della conseguente certificazione energetica dell’edificio in base agli standard CasaClima.

Infatti la novità presente in questa versione consiste in una intera sezione nella quale è possibile valutare l’efficienza della resa degli impianti ed in definitiva l’emissione di CO2 e gas serra.

Ed è proprio utilizzando questa sezione che emerge, con la scientifica spietatezza del software che non giudica ma valuta scientificamente le resa dei vari impianti, l’indiscussa validità di un sistema di riscaldamento che avevo sempre snobbato: il pellet.

Infatti questo combustibile prodotto con gli scarti di lavorazione del legno, ed assolutamente naturale, dimostra inequivocabilmente di essere uno dei migliori prodotti sul mercato in termini di emissione di CO2 oltre che estremamente eonomico nei consumi.

Per farla breve il rifiuto che diventa risorsa economica ed ecologica non ci può che piacere.

Insomma da valutare, sempre sperando che la lobby dei produttori di pellet non faccia scherzi con i prezzi.

Un articolo di approfondimento lo trovi quì.

tetto_legno.jpgL’isolamento termico delle coperture L’isolamento termico delle coperture è una delle azioni fondamentali da porre in atto per migliorare l’efficienza energetica del nostro edificio, in quanto la dispersione termica che si realizza attraverso il tetto è una quantità sensibile di quella che interessa l’involucro edilizio nel suo insieme. Isolare il tetto garantisce un sensibilmente abbassamento dei consumi energetici dell’edificio e un notevole miglioramento del confort abitativo.

Le coperture possono essere principalmente di due tipi:coperture piane e coperture a falde.

Coperture piane

In questa tipologia di tetti oltre al problema dell’isolamento si rende necessario prevedere una buona impermeabilizzazione per evitare le infiltrazioni d’acqua.Un tetto piano può essere isolato sostanzialmente in tre maniere:

1. verso l’estradosso (tetto caldo)

2. verso l’estradosso (tetto rovescio)

3. mediante l’installazione di un controsoffitto

Isolamento estradosso “tetto caldo”

Si definisce “tetto caldo” quello nel quale l’isolamento esterno è posto al di sotto dello strato impermeabilizzante.Questa soluzione prevede che lo strato impermeabilizzante, solitamente una guaina, sia direttamente sottoposto agli agenti atmosferici ed in particolare all’azione della radiazione solare che ne può modificare le caratteristiche.Per ovviare a questo inconveniente è opportuno realizzare uno strato impermeabilizzante composto da una doppia guaina, delle quali quella esterna dovrà essere dotata di strato protettivo in scaglie di ardesia.Quello esposto è in assoluto il sistema più pratico e conveniente, si possono comunque utilizzare altri sistemi che prevedono la stesura sul tetto di materiali inerti (ghiaia), il posizionamento di lastre di cemento pedonabili o addirittura la creazione di un vero e proprio prato (tetto verde).

Isolamento estradosso “tetto rovescio”

Nel cosiddetto tetto rovescio lo strato impermeabilizzante viene “protetto” dalla coibentazione.Essendo quest’ultima soggetta agli agenti atomosferici sarà necessario utilizzare materiali igroscopici e con ottime caratteristiche di resistenza (solitamente materiali sintetici tipo il polistirene ed xps.

Isolamento su controsoffitto

Isolamento realizzato sul controsoffitto (pannelli di gesso, lamiera ecc.) comporta, come anche nel caso dell’isolamento interno a parete, il rischio che al suo interno si formino fenomeni di condensa con la conseguente apparizione di muffe.Questa soluzione comporta come vantaggio la possibilità inserire le tubazioni, gli impianti tecnologici ed i corpi illuminanti all’inteno del controsoffitto, che nel caso di ristrutturazione può essere anche un considerevole vantaggio.Per evitare problemi di peso alla struttura sarà necessario utilizzare materiali coibenti fibrosi (fibra di vetro) possibilmente dotati sul lato inferiore di apposita carta con effetto di barriera vapore per diminuire il rischio di formazione della condensa.

Copertura a falde

Quando la copertura dell’edificio da coibentare è a falde l’intervento di isolamento può essere attuato sulla superficie inclinata oppure sull’ultimo solaio piano. Se il locale sottotetto non è utilizzato si ricorre solitamente all’isolamento dell’ultima soletta piana, riducendo così il volume da riscaldare. Pannello sottotegolaL’isolamento è posto direttamente sotto le tegole, che vengono ancorate ad esso senza l’ausilio degli usuali listelli di legno. Se l’intervento è effettuato in un edificio esistente, è necessario verificare che il sovraccarico derivante dalla posa dei pannelli sia compatibile con la struttura e che il piano di posa sia impermeabilizzato; bisogna poi ripristinare il battente sul lato gronda con un listello di legno o con un cordolo perimetrale in cemento per ancorare la grondaia e le tubazioni verticali.Se necessario deve essere prevista una barriera al vapore, dove si appoggiano i pannelli in modo continuo per evitare ponti termici.Con forti pendenze il fissaggio dei pannelli e delle tegole deve essere meccanico.Isolamento su solaio sottotettoL’intervento consiste nella posa sulla parete superiore del solaio di uno strato di materiale isolante ed eventualmente di un ulteriore strato di materiale vario che renda praticabile il solaio per la manutenzione del tetto.La finitura superficiale può essere costituita da uno strato di imboiaccatura (10 kg/m2), da lastre in legno-cemento posate a secco direttamente sull’isolante, da una cappa in sabbia e cemento (2-3 cm), da piastrelle.La soluzione scelta, nel caso di interventi in un edificio esistente, deve essere compatibile con la portata del solaio.

enea.jpgL’Enea ha pubblicato la guida per usufruire delle agevolazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, dove viene spiegato in maniera chiara quando disposto dalla legge finanziaria 2007.Quest’ultima dispone che nei confronti dei contribuenti (pertanto se non effettuate la dichiarazione dei redditi non avrete diritto ad alcun incentivo) sia prevista una detrazione Irpef del 55% da ripartirsi  in 3 annualità di pari importo per le spese affettuate fino al 31.12.2007 per interventi di riqualificazione energetica.
Hanno diritto all’intervento tutte le persone fisiche e giuridiche che nel corso del 2007 hanno realizzato opere di miglioramento dell’efficienza energetica su edifici o parte di essi di qualsiasi categoria catastale.
Gli interventi eseguiti esclusivamente su edifici esistenti ed ammessi alla detrazione sono: 
·         interventi sull’involucro edilizio, cioè sulle murature esterne e le finestre che delimitano la parte riscaldata dell’edifico dall’esterno o da vani non riscaldati; 
·         interventi di riqualificazione energetica complessiva dell’edificio; 
·         installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda; 
·         interventi di sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con impianti dotati di caldaie a condensazione.
Le detrazioni fiscali che non sono cumulabili con le detrazioni del 36% sulle spese per i lavori di manutenzione straordinaria sugli edifici, né con altre agevolazioni fiscali nazionali. E’ possibile però la richiesta di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) e con altri specifici incentivi disposti da Enti Locali.
Cosa fare per poter usufruire della detrazione:
·         Richiedere ad un tecnico abilitato la certificazione energetica o l’attestato di qualificazione energetica conforme all’allegato A del Dl 19/2/2007. Entrambi devono essere redatti al termine dei lavori, e comunque non oltre il 29 febbraio 2008 da un tecnico abilitato; nel caso di attestato di qualificazione energetica, questi può essere anche il progettista dell’edificio o il direttore dei lavori. Per maggiori dettagli riguardo tali documenti si rimanda a pag. 16. 
·         Richiedere ad un tecnico abilitato l’asseverazione che attesti che l’intervento risponda ai requisiti tecnici richiesti. Questa può essere compresa in quella del direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate. e può essere unica se, per uno stesso edificio o unità immobiliare, viene effettuato più di un intervento, che possa usufruire della detrazione fiscale. 
·         Effettuare i pagamenti, tramite bonifico postale o bancario, da cui risulti la causale del versamento, il Codice Fiscale del beneficiario della detrazione, la partita IVA o il Codice Fiscale del soggetto a cui il versamento è destinato. 
·         Compilare la scheda informativa relativa agli interventi realizzati conforme all’allegato E del Dl del 19/2/2007. 
·         Trasmettere all’ENEA, entro 60 giorni dalla fine dei lavori, e comunque non oltre il 29 febbraio 2008, i seguenti documenti, necessari per qualunque tipo di intervento:
– copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica;
– copia della scheda informativa (allegato E del Dl del 19/2/2007) per il monitoraggio dei risultati delle misure di incentivazione previste dalla finanziaria.
Questa documentazione può essere trasmessa utilizzando il sito www.acs.enea.it, che rilascerà ricevuta informatica, o tramite raccomandata con ricevuta semplice, a: ENEA, Dipartimento Ambiente, Cambiamenti Globali e Sviluppo Sostenibile, via Anguillarese, 301 – 00060 S. Maria di Galeria – RM, specificando come riferimento “Finanziaria 2007 riqualificazione energetica”.
·         Conservare ed eventualmente esibire, a richiesta della Amministrazione Finanziaria, tutta la documentazione, le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute; se gli interventi sono effettuati su parti comuni degli edifici, va conservata ed esibita anche copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese; se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile, infine, va conservata la dichiarazione del consenso ai lavori da parte del possessore.
Infine preme segnalare che se gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio si accompagnano all’installazione di un impianto fotovoltaico, questo, in base al miglioramento dell’efficienza energetica ottenuto, ha diritto ad un aumento fino al 30% dell’incentivo previsto dal Conto Energia (D.M. 19/02/2007) che in termini pratici significa accrescere significativamente la reddittività annua dell’impianto. 

 

Ad un anno dall’entrata in vigore del NUOVO CONTO ENERGIA (D.M.12.02.2007) riscontriamo ancora una profonda disinformazione per quanto attiene alle questioni legate al Fotovoltaico. Paure irrazionali vanno a braccetto con l’oggettiva complessità della questione e creano disorientamento e confusione, che la scarsa informazione che passa attraverso i media tradizionali e l’enorme quantità di materiale presente nella rete non aiutano certo a risolvere.

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Per dare il nostro piccolo contributo riportiamo una breve e concentratissima guida per chi ne vuole sapere di più e desidera orientarsi in un campo che riteniamo di enorme interesse sia per motivi etici, il sole è inesauribile e l’energia che ci regala è pulita, sia in termini economici, infatti in questo momento l’investimento nel fotovoltaico risulta essere a tutti gli effetti un ottima possibilità. Comunque la si pensi in termini di energie rinnovabili la strada del Fotovoltaico ci sembra imprescindibile; tra due o duecento anni i combustibili fossili e per quanto ne sappiamo anche l’uranio saranno esauriti (in un mondo finito ci sembra inevitabile), e per allora opportunità vuole di farsi trovare preparati. Gli attuali elevati costi del Fotovoltaico, come in tutti gli altri campi tecnologici, potrebbero essere abbattuti grazie allo sviluppo del mercato ed alla conseguente ricerca. Il Conto Energia offre una grande opportunità sia ai privati che alle aziende di poter dare un piccolo contributo al miglioramento di questo pianeta e perché no anche al proprio portafoglio.

Ma passiamo ora alle informazioni fondamentali.

  • Cos’è un impianto FotoVoltaico? Un impianto FotoVoltaico (FV) è l’insieme di pannelli e di apparecchiature necessarie per produrre energia elettrica dalla radiazione solare. I pannelli possono essere installati sul tetto di una casa o di uno stabilimento industriale oppure a terra.
  • Che cos’è il Conto Enegia?Il Conto Energia è una legge dello Stato (D.M. 19.02.2007) che incentiva l’installazione degli impianti FV tramite l’erogazione, per 20 anni, di contributi in Conto Energia ovvero in base all’energia prodotta dall’impianto. La tariffa incentivante varia in base alla dimensione dell’impianto oltre alla sua ubicazione (tariffa più alta per impianti sul tetto, più bassa per impianti a terra).
  • E che cosa me ne faccio dell’energia elettrica che produco? L’energia elettrica prodotta dall’Impianto FV posso utilizzarla per le mie necessità oppure la posso vendere a Gestore della Rete (Enel o gli altri operatori), o posso fare tutte e due le cose insieme (parte la consumo e parte la vendo). Qualsiasi sia l’utilizzo che faccio dell’energia introito comunque il contributo garantito dal Conto Energia.
  • Che redditività mi garantisce il mio impianto? Con impianti domestici di piccole dimensioni (3kw) sborsando di tasca mia circa € 3.000 e facendomi finanziare il resto, posso avere fin da subito energia elettrica gratis (bolletta Enel ad € 0) e nei 20 anni di durata del Conto Energia posso avere utili garantiti di circa € 17.000.Per impianti di grosse dimensioni (100kw), facendomi finanziare completamente, con ilConto Energia pago le eventuali rate del prestito o del leasing, ho una parte di energiagratis e nei 20 anni di contribuzione ho utili minimi garantiti di circa € 340.000!
  • Altri vantaggi? Blocco il prezzo dell’energia elettrica per sempre. Si tenga conto che quest’ultimaha un andamento inflattivo di circa il 4,5%. Valorizzo l’immobile sul quale vado ad installare l’impianto. Scelta etica e grandi vantaggi ambientali.
  • Chi può beneficiare dei vantaggi del Conto Energia? Tutti! Imprese, privati, Condomini, Enti pubblici e Giuridici.
  • Quanto costa un impianto FV? Gli impianti costano dai 5.500 ai 6.000 € + iva 10% per ogni kWp di potenza installata.Il costo dell’impianto può essere finanziato al 100% con prestito chirografario o leasing.
  • In questo sito è disponibile una utile e semplice guida utile per approfondire questi argomenti, con particolare attenzione alle opportunità economico-finanziarie offerte dall’energia fotovoltaica.

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A basso consumo energetico sono considerati quei fabbricati che hanno un fabbisogno termico inferiore a 50 khW/m2a

Come costruire un edificio a basso consumo energetico?

Costruire edifici di elevata efficienza energetica non è difficile. L’efficienza si ottiene partendo da accorgimenti semplici: giusto orientamento e compattezza della forma. Occorre inoltre un involucro edilizio termicamente ben isolato, impermeabile e senza ponti termici. Queste sono le misure più efficaci per ridurre i consumi energetici, creando così ottime condizioni per ulteriori miglioramenti dell’efficienza. In un edificio, che consuma poca energia, è molto più facile mantenere buone condizioni climatiche e coprire il rimanente fabbisogno energetico con le energie rinnovabili.

Accorgimenti semplici

Orientamento

L’orientamento migliore è quello verso Sud, perché consente il migliore sfruttamento degli apporti solari in inverno. La facciata esposta a Sud è anche più facilmente ombreggiabile in estate. L’orientamento verso Sud non è sempre realizzabile, ma gli esempi dimostrano che anche edifici con un orientamento differente possono essere energeticamente efficienti.

Compattezza della forma

La compattezza dell’edificio incide sul fabbisogno energetico, perché si riscalda (o si raffredda) un volume e lo scambio termico con l’ambiente esterno avviene tramite la superficie. Conferendo all’edificio una forma compatta, il rapporto tra superficie (S) e volume (V) diventa più vantaggioso. Il rapporto S/V di un edificio energeticamente efficiente dovrebbe essere < 0,6.

Isolamento termico

L’isolamento termico è la misura più efficace e più economica per ridurre il fabbisogno termico. I costi d’investimento si recuperano già entro pochi anni tramite i risparmi energetici ottenuti. Una kWh risparmiata mediante l’isolamento termico vale di più di una kWh risparmiata con l’uso del più efficiente sistema di riscaldamento/raffreddamento, perché la vita dei materiali termoisolanti è molto più lunga rispetto a quella degli impianti.

Assenza di ponti termici

I ponti termici aumentano notevolmente il fabbisogno termico e pertanto devono essere accuratamente evitati. Balconi ed altri elementi che normalmente sporgono dalla facciata possono essere costruiti anche senza diretto contatto con l’edificio. Impermeabilità dell’involucro L’involucro di un edificio energeticamente efficiente deve essere impermeabile al vento, perché le infiltrazioni d’aria incontrollate attraverso giunti e fessure aumentano il fabbisogno termico. L’impermeabilità può essere accertata tramite un Blower-Door-Test. In condizioni di una differenza di pressione di 50 Pa (Pascal) il tasso di ricambio d’aria per infiltrazione (n50) deve essere compreso tra lo 0,2 e lo 0,6/h.

Finestre

Le finestre servono in primo luogo per illuminare gli ambienti con la luce naturale; in secondo luogo anche per captare gli apporti termici solari. In inverno, le finestre fanno perdere molto calore rispetto alle pareti, perché la loro trasmittanza è molto maggiore di queste ultime. Le finestre usate negli edifici a basso consumo energetcio hanno una trasmittanza ridotta (U < 1,8 W/m2K) e una trasparenza che fa penetrare > 0,55 % della luce incidente. La dimensione delle finestre deve essere tale da non creare surriscaldamenti in estate.

Schermature

Le schermature svolgono varie funzioni: devono ombreggiare le finestre quando c’è troppo sole ed impedire così abbagliamenti e surriscaldamenti, riflettere la luce nella profondità dei locali migliorando così l’illuminazione naturale. Per svolgere queste funzioni le schermature dovrebbero essere regolabili.

Installazioni

Ventilazione controllata

Gli edifici energeticamente efficienti sono dotati di un impianto di ventilazione controllata. La ventilazione meccanica consuma energia elettrica, ma ha due essenziali vantaggi: è più precisa nel regolare il ricambio d’aria e può recuperare calore dall’aria in uscita. Il ricambio d’aria deve essere individualmente regolabile secondo le esigenze: per esempio, quando sono presenti molte persone e fumatori. Recupero di calore La ventilazione meccanica consente il recupero del calore dall’aria in uscita: Il recupero avviene per mezzo di scambiatori di calore che lo trasferiscono all’aria in entrata. Per ottenere un buon risultato di recupero, questi scambiatori devono avere un rendimento di almeno il 60-75 %. Scambiatori di calore interrati Il sistema di ventilazione meccanica può essere collegato anche a scambiatori interrati che consentono di riscaldare o di raffreddare l’aria in entrata, perché alla profondità di 100-150 cm, la temperatura della terra rimane quasi costante per tutto l’anno. L’aria esterna che attraversa lo scambiatore interrato si riscalda in inverno e si raffredda in estate. In inverno, l’aria esterna di 0°C può assumere una temperatura fino a 10-12°C, mentre in estate, l’aria oltre i 30°C si raffredda fino a 25-27°C. Riscaldamento Al riscaldamento degli edifici ad alta efficienza energetica contribuiscono gli apporti solari captati dalle finestre e il calore emesso da persone ed apparecchi elettrici. Questi contributi non sono normalmente sufficiente per portare la temperatura interna ai desiderati 19-20°C, per cui si ha bisogno anche di un impianto di riscaldamento. La produzione di calore può essere affidata ad una caldaia a condensazione, ad una pompa di calore o, in certi casi, anche ad un collettore solare.

Acqua calda sanitaria

La produzione d’acqua calda sanitaria con collettori solari riduce notevolmente i consumi energetici ed è pertanto economica. Con il risparmio energetico ottenuto i costi di un collettore si recuperano in pochi anni. Pannelli fotovoltaici I pannelli fotovoltaici generano corrente continua a 12 o 24 V, che, trasformata in corrente alternata a 220 V, viene normalmente immessa nella rete della società erogatrice di energia elettrica, mentre il consumatore si serve direttamente dalla rete. Il sistema ha due vantaggi per il consumatore: garantisce la disponibilità d’energia elettrica in ogni momento e anche un guadagno, perché la società acquista la kWh fotovoltaica ad un prezzo maggiore di quello di una kWh erogata. Con questo guadagno, il cliente ammortizza il costo del suo impianto.

La progettazione

La progettazione di edifici ad alta efficienza energetica deve essere mirata ed accurata, quindi è un po’ più impegnativa della progettazione di un fabbricato normale. Per ottenere un buon risultato occorre la collaborazione di vari specialisti fin dall’inizio dei lavori. A supporto della progettazione esistono oggi software che consentono il controllo dei risultati progettuali in ogni momento.

Tratto da Miniwatt.it

blue_house.jpgDal 1 Gennaio 2007 sono operative le agevolazioni fiscali introdotte dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) per la riqualificazione energetica degli edifici. Ecco le principali novità:

Pannelli solari termici

Per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2007 per l’installazione di pannelli solari destinati alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acquacalda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55% delle spese sostenute, fino ad una detrazione massima di 60.000 Euro da ripartire in tre quote annuali di pari importo.

Pannelli solari fotovoltaici

L’articolo n. 350 della Legge Finanziaria 2007 ha introdotto l’obbligo, per gli edifici di nuova costruzione, di installare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in grado di garantire una produzione non inferiore a 0,2 kW per ciascuna unità abitativa. Per gli impianti fotovoltaici è inoltre possibile richiedere al GSE S.p.A. (Gestore Servizi Elettrici) l’ammissione agli incentivi “in conto energia” previsti dai decreti ministeriali 28/07/05 e 06/02/06.

(Info: numero verde 800161616, http://www.grtn.it, fotovoltaico@gsel.it)

Infine, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha emanato un Bando per le Piccole e Medie Imprese, pubblicato nella G.U. n. 12 del 16 Gennaio 2007, che prevede la corresponsione di contributi in conto capitale per la realizzazione di impianti fotovoltaici, eolici e solari.

Isolamento dell’edificio

La Finanziaria 2007 prevede detrazione del 55% in 3 anni per interventi di riduzione dei consumi energetici per la climatizzazione invernale di almeno il 20% rispetto ai valori previsti dal D.Lgs. 192/05 per i nuovi edifici (importo fino a 100.000 €) e per interventi specifici su pareti e finestre (importo fino a 60.000).

Per favorire la costruzione di nuovi edifici di medie e grandi dimensioni (volumetria superiore a 10.000 m3) con un fabbisogno energetico minore del 50% rispetto a quanto dispone il D.Lgs. 192/05, la Finanziaria prevede un contributo pari al 55% degli extra costi sostenuti. Per questa voce è previsto un fondo di 15 milioni di Euro/anno che dal 2007 al 2009, dovrebbe consentire la realizzazione di 15-20 edifici esemplari dal punto di vista energetico e replicabili sul territorio nazionale.

Impianti di riscaldamento ed elettrodomestici

E’ prevista la detrazione del 55% per la sostituzione di vecchie caldaie con altre (caldaie a condensazione) ad alta efficienza energetica (fino a un ammontare di 30.000 €) e anche, per le imprese del settore del commercio, per interventi di efficienza energetica nell’illuminazione; in quest’ultimo caso la detrazione è del 36% dei costi sostenuti.

In Finanziaria è infine prevista anche la detrazione fiscale, in un’unica rata, del 20% dei costi a carico del contribuente per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe energetica non inferiore ad A+, acquistati nel 2007 (detrazione non superiore a 200 € per ciascun apparecchio).

Info: Agenzia delle Entrate, http://www.agenziaentrate.gov.it, Tel. 848.800.444

Le case in legno, come ogni altra costruzione civile, sono realizzabili solo rispettando una serie di procedure tecniche e costruttive predeterminate. Le strutture vengono prevalentemente realizzate secondo le tre principali tipologie costruttive: in blockhaus, con pannelli sandwich o con travi e pilastri in legno lamellare.

Blockhaus o “Casa in perline” Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere le pareti sovrapponendo e incastrando una alla volta, fino alla sommità della casa, strati di perline – o addirittura veri e propri tronchi scortecciati – con diverse sezioni strutturali, in funzione delle esigenze e con intersezioni ammorsate nelle tre direzioni spaziali. 003.jpegLa finitura esterna è in genere molto rustica: dato il grosso spessore delle perline e il loro colore tendenzialmente scuro, tali case risultano poco luminose; inoltre gli spazi interni sono piccoli e condizionati dalla massima lunghezza delle tavole adoperabili. Una caratteristica naturale delle tavole è la progressiva riduzione del contenuto di umidità, con il conseguente verificarsi di fenditure, torsioni e restringimenti: col passare del tempo, può rendersi necessaria la sigillatura con silicone. Per ovviare ai fenomeni di espansione e ritiro tipici del legno, si sono sviluppate due metodologie costruttive: la prima è rappresentata dal sistema rigido, in cui ogni perlina è fissata ad un altra, con una vite o un chiodo; la seconda è il sistema a gravità, in cui le tavole sono solo appoggiate una sull’altra e creano una parete svincolata, nella quale tuttavia possono verificarsi anche dei distacchi notevoli quanto più alta è la parete. Per rafforzare la tenuta delle giunzioni viene talvolta inserita della gommapiuma fra tavola e tavola.Non essendoci aria nelle pareti piene così realizzate, viene a mancare quella riserva di ossigeno che fa propagare più velocemente il fuoco; le tavole bruciano lentamente, secondo la loro natura. Gli impianti possono essere del tipo ponte semplice a vista oppure possono essere installati dietro una controparete interna.

Platform framing o “Casa a pannelli”

Consiste nel pre-assemblare in fabbrica la trama strutturale delle singole pareti realizzando un versatile telaio bidirezionale di tavole, che si presta ad essere successivamente rivestito, anche in cantiere, con differenti materiali di finitura (perline, OSB, intonaco a cappotto, mattoni a vista, ecc.).

528401728100dscf0148.jpegI pannelli vengono progettati per offrire una grande resistenza e stabilità, riducendo al minimo le connessioni per garantire il massimo isolamento, ridurre le infiltrazioni d’aria e di umidità ed offrire una superficie facile da rifinire. La standardizzazione garantisce un basso costo, un minor scarto di materiale e un montaggio più rapido.

Questo tipo di casa, dalle singole pareti ai moduli-stanza, può anche essere completamente e rapidamente pre-assemblato in stabilimento, in ambienti climaticamente controllati; gli impianti elettrico e idrico possono essere incassati, risultando comunque facilmente ispezionabili; le pareti possono essere già dotate di porte e finestre e, giunte in cantiere, vanno solo erette e avvitate insieme.

Timber Frame o “casa a telaio”

Consiste nell’assemblare direttamente in cantiere lo scheletro strutturale dell’intera casa, composto da pilastri e travi in legno di grossa sezione collegati da un complesso sistema di giunti, provvedendo in un secondo momento a tamponare i fori delimitati dal telaio con varie soluzioni di finitura.

holz_riegelbau_img1.jpegPer fabbricare il telaio occorre un’accurata progettazione strutturale e un’esecuzione perfetta, tramite l’uso di lunghi, grossi e pesanti elementi lignei; questi possono rimanere a vista in tutta la loro bellezza e la maglia strutturale elimina la necessità di muri di ripartizione dei carichi, consentendo la realizzazione di ampi spazi liberi (le stanze possono essere di ogni dimensione ed altezza), soffitti a volta alti anche due piani e vetrate a tutta parete; le pareti interne possono essere aggiunte e rimosse con facilità.

L’utilizzo di un telaio in legno adeguatamente dimensionato consente, rispetto all’impiego dell’acciaio, il raggiungimento di una migliore resistenza al fuoco. Inoltre, dal punto di vista meccanico, ne consegue un miglior valore di efficienza meccanica, grazie al favorevole rapporto resistenza/massa. L’edificio è a prova di terremoto, poiché la struttura, adeguatamente controventata, è in grado -grazie alla sua ridotta massa- far fronte alle azioni sismiche molto meglio di una costruzione convenzionale, rispetto alla quale -vista dall’esterno- non si differenzia minimamente.

Il costo di una casa in legno e` relativo alla sola componentistica necessaria per l’edificio finito (struttura/rivestimenti esterni ed interni/pavimenti/serramenti ed infissi/ferramenta), e si aggira intorno ai 160 , 550 Euro al metro quadro , la variazione del prezzo e` dovuta dalle caratteristiche del materiale usato ( tronchi quadrati ,tronchi rotondi …) per realizzarla. Sono esclusi dal prezzo: il montaggio; gli impianti idrico/sanitario ed elettrico; l’isolamento ed il manto della copertura (tegole/coppi o altro); la lattoneria (gronde, pluviali, etc.); i costi di trasporto ; la platea di fondazione.

Un buon isolamento termico ed un risparmio energetico del 40-50% rispetto alle normali costruzioni in muratura (una parete di legno spessa 10 cm isola quanto una di calcestruzzo di 80 cm). Una buona resistenza ai sismi legata al fatto che, essendo questi edifici costruiti su delle piattaforme di cemento, in caso di sollecitazioni sismiche “galleggiano” sul terreno, senza riportare danno alcuno. Una buona resistenza al fuoco in quanto i tronchi usati sono trattati con sostanze ignifughe ritardanti , la caratteristica isolante del legno, soprattutto quando utilizzato in pezzi di grosse dimensioni, gli permette una penetrazione del fuoco molto lenta che riduce il pericolo di crolli improvvisi inoltre l’autocombustione del legno avviene a 3oo gradi centigradi ,mentre la deformazione dell’acciaio e il rischio di crolli di una struttura in cemento armato avviene a 200 gradi centigradi. Un esecuzione rapida , i tempi di costruzione si aggirano intorno ai 30 giorni lavorativi , inoltre i lavori non sono influenzati dalle condizioni climatiche ,le log house si possono costruire in ogni stagione.

Normalmente gli operatori del settore oltre ad avere numerose case in catalogo, realizzano edifici su progetto degli interessati.

Non esistono praticamente più limitazioni di volume e di altezza in quanto con le moderne tecnoclogie è possibile, entro certi limiti, realizzare edifici di svariati piani e di dimensioni molto consistenti

I tempi di deterioramento di una casa in legno sono equiparabili a quelli dei comuni edifici in muratura; i produttori consigliano di utilizzare materiali sigillanti per l’esterno per la protezione del legno dagli insetti , dalle macchie blu e dalla muffa, mentre per l‘interno usare prodotti più naturali possibili come : olio di semi di lino ,cera vergine etc….

Di seguito riporto i link ai siti di varie aziende produttrici di case in legno:

http://www.nidex.ro/http://www.griffnerhaus.com/ITA_it/http://www.haus.rubner.com/

www.biohaus.it/

www.hausidea.it/

www.wolfhaus.it/

www.labellemaison.it

http://www.xn--schwrer-d1a.de/it/index.php