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Un passo essenziale verso una vera ottimizzazione dei consumi di energia termica consiste nel diminuire il fabbisogno termico dell’edificio dove si abita o si lavora: bisogna cioè fare in modo di isolare l’edificio per favorire una buona diffusione del calore all’interno dei locali e, allo stesso tempo, evitare una dispersione all’esterno.

Per questi scopi si usano materiali isolanti che hanno proprietà fisiche tali da ostacolare il passaggio di calore attraverso la loro struttura. Esiste una grande varietà di prodotti isolanti sul mercato, sia di natura sintetica, sia naturali. Questi ultimi hanno generalmente un costo superiore, tuttavia garantiscono una maggiore salubrità ad edifici ed ambienti e sono in genere facilmente riciclabili una volta dismessi.

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I principali isolanti attualmente sul mercato sono:

- Isolanti di sintesi: poliuretano espanso, polistirolo espanso, resine fenoliche espanse, PVC espanso;

- Isolanti minerali: vetro cellulare, fibre di roccia, fibre di vetro, vermiculite, perlite;

- Isolanti vegetali: sughero, fibre di legno, fibra di lino, lana di pecora.

Ovviamente la nostra propensione va in favore di questi ultimi.

I casi di dispersione di calore dagli edifici si verificano in genere in corrispondenza di:

Coperture e soffitti: devono essere molto ben isolate poiché l’aria calda tende a dirigersi verso l’alto e può disperdersi all’esterno attraverso esse. Sul mercato sono molteplici i materiali adatti, ma per la loro applicazione è necessario rivolgersi a tecnici specializzati, in quanto è richiesta professionalità ed il rispetto di precise norme di sicurezza.

Pareti: il problema è riferito soprattutto alle pareti esterne, rivolte a nord. Ove fosse necessario è possibile operare all’interno dell’edificio (applicando particolari pannelli alle pareti, con il problema di una leggera diminuzione dello spazio abitabile), oppure all’esterno dell’edificio (l’isolante è incollato al muro esterno e rivestito da particolari malte traspiranti). Sono sempre operazioni che devono essere eseguite da personale specializzato.

Pavimenti e solai inferiori: nel caso di appartamenti al piano terra o posti su locali non riscaldati (garage o ingressi) è consigliabile applicare un parquet in legno, moquette, oppure più semplicemente, posizionare dei tappeti. Può essere importante anche isolare i solai inferiori di locali non riscaldati, ad esempio garage o stanze non utilizzate.

Finestre: sono la maggiore causa di dispersione di calore da un’abitazione. E’ sempre conveniente nella scelta decidere per finestre con vetri doppi, vetro-camere basso emissivo o speciali (con intercapedine d’aria multipla realizzata con pellicole, con intercapedine riempita con gas a bassa conduttività, con materiali isolanti trasparenti, ecc). Inoltre è preferibile utilizzare serramenti in materiali a bassa conduttività termica, prima dell’installazione è sempre meglio decidere per soluzioni di questo tipo, tenendo conto che il metallo è un ottimo conduttore termico, quindi favorisce la dispersione di calore, al contrario del legno o del PVC. Per questi motivi, oltre all’estetica, devono essere considerate le caratteristiche fisiche del materiale. Altro importante accorgimento è l’isolamento del cassonetto porta-avvolgibile.

E’ possibile stimare l’entità dell’investimento necessario e il ritorno dell’investimento (in termini di risparmio annuo) per i diversi interventi di isolamento possibile. Si noti che il risparmio energetico e il tempo di recupero degli investimenti variano da zona a zona in Italia e quelli riportati sotto sono riferiti alla zona climatica della Provincia di Rimini. Le tabelle che seguono riportano queste informazioni per alcuni esempi di interventi sulle pareti, le coperture, i solai e le finestre.[1]

[1] Le tabelle che seguono sono rielaborate da: ENEA “Risparmio energetico nella casa”, quaderni di sviluppo sostenibile, n.1, Roma, settembre 2003.

Isolamento delle pareti esterne

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Isolamento delle coperture

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Isolamento delle finestre

 

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Possono comunque essere scelti altri materiali e altri metodi per isolare le pareti esterne, i solai, i tetti e i sottotetti. Alcuni esempi sono indicati nella tabella che segue:

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Certificazione Energetica

La Certificazione energetica istituita con la legge 10/91 e attualmente ancora in attesa del decroto attuativo rappresenta uno strumento fondamentale al fine di incentivare il perseguimento del risparmio energetico sia per le abitazioni esistenti che di nuova realizzazione.

 

La Certificazione Energetica delle abitazioni viene condotta mediante il calcolo del Fabbisogno Energetico Normalizzato (FEN) dell’edificio secondo una metodologia condivisa e validata che prende in considerazione le caratteristiche costruttive dell’edificio, la localizzazione ed il clima dell’area. Sulla base del fabbisogno energetico specifico espresso in kWh/mq-anno è possibile classificare in 7 diversi classi di rendimento energetico l’edificio in oggetto.

Tratto dal sito della Provincia di Rimini

 

senza-nome.jpgCon il 2007 si va spediti verso una tutela maggiore per l’ ambiente. La finanziaria 2007 prevede alcune norme che spingono con forza verso un pianeta più pulito. Si sono emanate normative che prevedono incentivi per chi si adopererà per una emissione minore di inquinanti.  Vediamo di seguito cosa prevede la finanziaria 2007.- Agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici- Fondo per l’incentivazione di edifici ad altissima efficienza- Contributi per frigoriferi ad alta efficienza- Incentivi per l’installazione di motori industriali ad alta efficienza e a velocità variabile- Semplificazioni amministrative per i piccoli autoproduttori di produttori di energia elettrica- Riduzione dell’accisa del Gpl e incentivi all’impiego di autoveicoli a Gpl e metano- Incentivi per i biocarburanti- Iva agevolata per energia ecologica  

Agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici; interventi per la riduzione dei consumi energetici per la climatizzazione invernale almeno del 20% rispetto ai valori di legge, negli edifici di nuova costruzione. La detraibilità massima in 3 anni può raggiungere i 100.000 euro. Sono previsti incentivi anche per specifici interventi riguardanti le pareti e le finestre. L’ incentivo previsto sempre in forma di detrazione dall’ irpef arriva sino a 60.000 in 3 anni euro.Ancora sono previsti incentivi sottoforma di detrazione dall’ irpef per chi installerà caldaie ad alta efficienza energetica. La cifra detraibile arriva sino a 30.000 euro sempre in 3 anni.

Fondo per l’incentivazione di edifici ad altissima efficienza energetica

La finanziaria 2007 incentiva la costruzione di fabbricati (solo per quelli con volumetria superiore a 10.000 mc.) che riducano al minimo le dispersioni energetiche. Saranno favoriti dalla finanziaria 2007 quei fabbricati che superano i 10.000 mc. e che avranno un fabbisogno energetico minore del 50% di qianto prevede l’ attuale normativa.Il fondo per l’ incentivazione di questi edifici ad altissima efficienza energetica è stabilito in 15 milioni di euro. Il fondo così previsto dovrebbe consentire la costruzione di un numero di edifici oscillante dai 15 ai 20. Tali edifici costituiranno degli esempi di risparmio energetico che potranno poi essere replicati sull’ intero territorio nazionale.

Contributi per frigoriferi ad alta efficienza

Sempre in finanziaria 2007 si prevedono contributi per chi acquisterà e sostituirà vecchi frigoriferi, congelatori e loro combinazioni di classe energetica non inferiore alla A+. Tali elettrodomestici dovranno essere acquistati entro il 2007. L’ incentivo previsto sarà in pratica uno sconto del 20% (in unica rata) sui costi degli elettrodomestici. Tale sconto non potrà in ogni caso superare la cifra di 200 euro.

Incentivi per l’installazione di motori industriali ad alta efficienza e a velocità variabile

Ci saranno incentivi anche per coloro che acquisteranno o sostituiranno motori funzionanti in bassa tensione o media tensione con motori ad elevata efficienza di potenza elettrica compresa tra 5 e 90 KW. L’ incentivo prevede una detrazione fiscale in unica rata per una quota pari al 20% dei costi e fino ad un ammontare complessivo di 1.500 euro (comprese spese di installazione) per ciascun motore.Nel caso di acquisto o installazione di inverter su impianti di potenza compresa tra 7,5 KW e 90 KW la soglia massima dell’ incentivo sarà di 1.500 euro.

Semplificazioni amministrative per i piccoli autoproduttori di produttori di energia elettrica

La finanziaria 2007 prevede il cosiddetto “scambio sul posto” fin’ ora prevista solamente per piccolissimi impianti fino a 20 KW anche ad impianti di maggiore potenza e nello specifico fino a 200 KW.Vengono inoltre semplificate alcune procedure fiscali e cancellate alcune imposte sotto il lato amminstrativo.

Riduzione dell’accisa del Gpl e incentivi all’impiego di autoveicoli a Gpl e metano

La finanziaria 2007 dispone una riduzione del 20% del carico fiscale sul GPL. L’ accisa si riduce dunque a 227,77 euro per ogni 1.000 Kg. di prodotto.

Sono previsti inoltre incentivi particolari per le modifiche dei motori per portarli a funzionamento a gas, GPL o metano nonché per l’ acquisto di veicoli che sfruttino questi sistemi di combustibile. Il fondo previsto in finanziaria 2007 è di 100 milioni di euro per gli anni 2007, 2008, 2009.

allax.jpgIncentivi per i biocarburanti

La finanziaria 2007 si allinea alla direttiva europea n° 2003/30/CE per quanto riguarda i biocarburanti. I biocarburanti dovranno essere miscelati ai carburanti attualmente in uso secondo percentuali che si incrementano nel tempo. 1% al 2005 (ormai è tardi), 2,5% al 2008 e 5% al 2010. Il fondo previsto eè di 16,7 milioni di euro.

Iva agevolata per energia ecologica

La fornitura di energia termica per uso domestico tramite La fornitura di energia termica per uso domestico tramite reti pubbliche di teleriscaldamento o nell’ambito del reti pubbliche di teleriscaldamento o nell’ambito del contratto servizio energia prevede l’Iva agevolata solo se contratto servizio energia prevede l’Iva agevolata solo se è prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di è prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione ad alto rendimento; alle forniture di energia ad alto rendimento; alle forniture di energia da altre fonti, sotto qualsiasi forma, si applica l’aliquota da altre fonti, sotto qualsiasi forma, si applica l’aliquota ordinaria. ordinaria.
La Finanziaria 2007 agevola in sostanza l’uso delle fonti rinnovabili e della rinnovabili e della cogenerazione nell’ambito dei contratti servizio energia.

Materiale tratto da virusnet.it

 

La grande flessibilità d’impiego raggiunta dal legno permette di realizzare qualsiasi tipologia di copertura che può andare da quella più semplice a due falde (per la classica villetta o casa a schiera) a quella più complessa a più falde ed abbaini che troviamo anche nelle ristrutturazioni (edilizia residenziale), sino ad arrivare alle coperture di grandi luci di 25 / 30 ml. che contraddistinguono gli edifici ad uso terziario/industriale o ad uso pubblico quali scuole, palestre, cinema (grandi strutture).

Normalmente nel mercato sono attive una grande quantità di aziende che commercializzano strutture pretagliate, per le qualio effettuano anche il montaggio, che comprendono un pacchetto di copertura composto da uno strato di isolamento e di ventilazione adeguato, indispensabile se i sottotetti sono abitabili.

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I tetti in legno sono counemente composti da una struttura principale di sostegno (orditura principale composta da travi o capriate) a da un orditura secondaria (composta da travetti, arcarecci ecc.)….continua

Prima di tutto rispondiamo a questa semplice domanda: perchè installare un impianto fotovoltaico?   Installare sul proprio tetto 8 metri quadri di pannelli fotovoltaici consente di abbattere per almeno 25 anni la propria spesa per l’energia elettrica il costo dell’installazione oscilla intorno ai 9-10.000 euro, in altre parole pari al costo di una normale automobile utilitaria.

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con il Conto Energia è possibile produrre un reddito cedendo al Gestore della Rete Elettrica l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari fotovoltaici.

  esistono agevolazioni regionali per ottenere finanziamenti agevolati e contributi pubblici per affrontare la spesa iniziale Detto questo, possiamo approfondire il tema e scoprire cosa sono i pannelli fotovoltaici e come producono energia elettrica mettendo a profitto la luce solare. L’energia solare è una risorsa pulita e rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra. Oggi consente di liberarci dal peso della bolletta dell’elettricità e migliorare la qualità di vita.  Come funziona un pannello fotovoltaico? Alcuni materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irraggiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni ‘50 la realizzazione della prima cella fotovoltaica della storia. Lo stesso nome “fotovoltaico” esprime in sè tutto il significato della scoperta, “foto” deriva da “luce”, “voltaico” deriva da Alessandro Volta, inventore della batteria. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un “modulo”, un insieme di moduli compone il pannello solare fotovoltaico da installare sui tetti, terreni o terrazzi, ovunque ci sia un irragiamento diretto dei raggi solari. I pannelli fotovoltaici stanno ottenendo rapidamente il favore di consumatori e famiglie. Il vantaggio è evidente, investendo in un impianto fotovoltaico casalingo si abbatte il costo dell’energia elettrica per almeno 25-30 anni. In Germania, e di recente anche in Italia con il Conto Energia, i proprietari dei pannelli solari fotovoltaici rivendono l’energia prodotta alle società elettriche ottenendo in cambio un reddito mensile aggiuntivo. 

Come funziona un impianto fotovoltaico   

I materiali come il silicio possono produrre energia elettrica se irragiati dalla luce solare. Una caratteristica fisica che ha consentito negli anni ‘50 di realizzare la prima cella fotovoltaica della storia dell’uomo. Lo stesso nome “fotovoltaico” esprime in sè tutto il significato della scoperta, foto = luce e voltaico = Alessandro Volta (inventore della batteria). 1) I pannelli fotovoltaici sono installati sul tetto della propria abitazione o ovunque ci sia un’esposizione diretta ai raggi solari (es. terrazze, cortili, terreni ecc.).  2) La luce solare è trasformata in energia elettrica alternata, usufruibile per tutte le normali attività domestiche.  3) L’energia elettrica prodotta dai pannelli in eccesso, rispetto ai consumi, viene venduta alla società elettrica come credito da applicare sulla bolletta elettrica. Questo quadro si amplierà radicalmente quando l’Italia approverà il “conto energia” in base al quale chiunque potrà rivendere l’energia prodotta dai pannelli solari ottenendo in cambio un reddito netto (profitto). Attualmente è concesso al massimo compensare il costo della propria bolletta elettrica. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano un modulo fotovoltaico in grado di trasformare la luce solare direttamente in energia elettrica. Un modulo è costituito da 36 celle poste in serie e consente di produrre una potenza di circa 50 Watt. Ogni singola cella fotovoltaica (FV) può produrre circa 1,5 Watt di potenza a una temperatura standard di 25°C. L’energia prodotta dal modulo prende il nome di potenza di picco (Wp). La modularità dei pannelli fotovoltaici consente una vasta flessibilità di impiego. Le celle possono essere combinate in serie sulla base delle reali esigenze energetiche dell’utenza o sulle caratteristiche della superficie destinata all’impianto. L’energia elettrica in uscita dal modulo viene passa per dispositivi balance of system per adattare la corrente e trasformarla in corrente alternata tramite il sistema di inverter. L’energia così modificata è introdotta nella rete elettrica per alimentare il consumo di elettricità locale (sistemi isolati in case o imprese) o per essere computata a credito da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica.  Il fotovoltaico funziona di notte?    Nelle giornate nuvolose e durante le ore notturne l’abitazione dotata di impianti fotovoltaici in rete non resterà mai al buio. L’uso dei pannelli fotovoltaici “in rete” non sostituisce il consumo della normale rete elettrica che continuerete normalmente a utilizzare.   

La convenienza economica del fotovoltaico  

Molti si domanderanno: “installare i pannelli solari fotovoltaici conviene oppure no?” Questa è la tipica e lecita domanda che ogni persona interessata al fotovoltaico si pone. Rispondiamo subito alla domanda in questo modo: “dipende dal quadro normativo”. In breve, l’introduzione del conto energia consente di ammortizzare gli investimenti in pochi anni, si rinuncia a qualsiasi contributo iniziale all’acquisto ma si rivende l’energia elettrica prodotta a una tariffa incentivata.  Tralasciando l’aspetto normativo esistono diversi fattori fisici e geografici tali da determinare variazioni nei rendimenti dei pannelli solari fotovoltaici, ad esempio la latitudine. L’irraggiamento solare non è uguale ovunque. Si prenda come metro di confronto nord-centro-sud la seguente tabella tratta dal Ministero dell’Ambiente:  Elettricità prodotta KWh/anno da un impianto FV di 8 m² Milano 1.167 kWh ogni anno Roma  1.477 kWh ogni anno Trapani 1.669 kWh ogni anno  Come interpretare la tabella: un impianto fotovoltaico di circa 8 m² installato su un’abitazione della provincia di Milano produce ogni anno 1.167 kWh ogni anno. Gli stessi 8 metri quadrati producono 1.477 kWh a Roma e 1.669 a Trapani. Detto questo cerchiamo adesso di spiegare come si arriva a questi risultati (fonte Ministero dell’Ambiente). Nella zona di Milano l’insolazione media annuale è di 1.372.4 kWh/m² anno. Considerando un abbattimento del 12,5% causato dall’efficienza dei moduli FV e una perdita del 85% dovuta al trasferimento dell’energia per l’uso domestico (cd BOS) si ottiene che per ogni metro quadro di pannelli solari fotovoltaici produce 146 kWh ogni anno.  Pertanto 8 m² di pannelli fotovoltaici sul proprio tetto producono approssimativamente 1.167 kWh ogni anno. Il proprietario dell’immobile dotato di pannelli fotovoltaici avrà un chiaro risparmio nel consumo domestico di energia elettrica.  

pannellifotovoltaici.jpgLo stesso metodo di calcolo può essere ripetuto per Roma e di Trapani. Nella zona di Roma l’insolazione annuale naturale media è pari a 1.737 kWh/m², nella zona di Trapani 1.963 kWh/m².  L’esposizione al sole della superficie destinata a ospitare i pannelli FV è un altro aspetto fondamentale. Per ottenere il massimo rendimenti i pannelli solari devono essere sottoposti a un irraggiamento diretto dai raggi solari. La robustezza e l’inclinazione del tetto sono un altro aspetto critico da considerare. Un tetto poco robusto o troppo inclinato potrebbe rendere impraticabile o troppo costosa l’installazione del sistema fotovoltaico. 

I costi del fotovoltaico   

Il costo finale di un impianto fotovoltaico di medie dimensioni può oscillare da 8.000 euro in poi, in funzione delle esigenze di consumo energetico e dalle caratteristiche della propria abitazione. Nel caso dei tetti piani, robusti e ben esposti alla luce solare il costo è notevolmente inferiore rispetto ai tetti inclinati o poco esposti.I costi sono legati anche al mercato. Il fotovoltaico è un mercato nascente in forte crescita e i prezzi sono soggetti alle tipiche regole della concorrenza e della domanda. Finora la presenza di quadri normativi poco efficaci ha penalizzato la presenza di una stabile domanda di pannelli FV, spesso legata alla presenza di contributi regionali tramite periodici bandi di concorso. L’esiguità dei fondi per la concessione dei contributi e la burocrazia delle procedure hanno fatto il resto. Con la recente decisione di introdurre il sistema del “conto energia” si prevede un rapido incremento della domanda. Il “conto energia”, molto atteso anche dalle società di settore, favorirà anche l’accesso sul mercato da parte di nuove imprese competitors a tutto vantaggio della concorrenza. E’ pertanto consigliabile richiedere preventivi a più aziende specializzate prima di decidere a chi affidare l’installazione dell’impianto.   Come per qualsiasi altro impianto domestico anche il costo di un impianto fotovoltaico si divide in:Costi iniziali di investimento Realizzazione impianto, acquisto moduli e dispositivi. Costi di esercizio La manutenzione annuale.  Per molti anni il costo dei pannelli solari è stato molto elevato a causa della bassa scala del mercato e del quadro normativo inefficace. Molti analisti prevedono il boom commerciale del solare FV soltanto dopo l’approvazione della normativa sul conto energia. I costi di manutenzione sono generalmente bassi e accessibili a tutti. Si consiglia di stipulare il contratti di assistenza con la ditta installatrice al momento dell’acquisto per ottenere ulteriori riduzioni nella spesa.  La durata media di un impianto fotovoltaico oscilla tra i 25 e i 30 anni. Durante l’intera vita dell’impianto eliminerete parzialmente o completamente i costi di erogazione dell’energia elettrica ottenendo anche dei surplus economici nel caso del “conto energia”. I vantaggi economici sono quindi evidenti.  I costi possono essere abbattuti usufruendo degli incentivi pubblici concessi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici dalle Regioni o dallo Stato. In alcuni casi si può ottenere un contributo pari al 75% della spesa complessiva. Purtroppo i fondi pubblici si sono dimostrati inadeguati a coprire l’intera domanda e molti bandi di concorso regionali sono ormai scaduti.  Il futuro è nella politica delle tariffe incentivate. Dal nostro punto di vista riteniamo preferibile un intervento pubblico sulle tariffe di acquisto agevolate dell’energia prodotta dai pannelli solari FV (conto energia) piuttosto che una politica dei contributi basata su fondi pubblici limitati e accessibili a pochi. Le tariffe agevolate sarebbero applicabili a tutti gli acquirenti dei pannelli e consentirebbero al mercato del fotovoltaico di crescere rapidamente.   La durata di un impianto fotovoltaico   Quanto dura un impianto fotovoltaico? Circa 25-30 anni. Si tratta pertanto di un investimento in grado di perdurare nel tempo per due generazioni. Cambierete automobile almeno 5 volte ma i pannelli fotovoltaici saranno sempre lì a generare elettricità per la vostra casa. Se un impianto fotovoltaico ha un costo oscillante tra i 10.000 e i 15.000 euro la spesa che dedicherete a cambiare automobile durante questo lungo periodo sarà dieci volte superiore. Con l’espansione del mercato fotovoltaico i nuovi pannelli garantiscono autonomia di funzionamento e rendimenti sempre più elevati. Il prezzo dei pannelli fotovoltaici tende costantemente a scendere facendo accedere alla domanda anche chi aveva scartato l’ipotesi in passato a causa dei costi troppo elevati. Il miglioramento normativo, introdotto con il “conto energia”, farà il resto garantendo per venti anni il riacquisto dell’energia elettrica prodotta dai pannelli in cambio di tariffe incentivate. Gli impianti fotovoltaici   

I sistemi solari fotovoltaici si dividono in:  sistemi “stand alone” (isolati)Questi sistemi FV non sono connessi alla rete elettrica pertanto non cedono l’energia prodotta in eccesso alla rete ma la accumulano in apposite batterie locali. L’energia immagazzinata consentirà l’erogazione in un secondo tempo (es. illuminazioni stradali in zone di montagna). Questi sistemi hanno l’indubbio vantaggio di fornire energia elettrica in luoghi ancora scoperti dalla rete elettrica e risolvere quindi il problema delle utenze difficili (il cui costo sociale di allacciamento alla rete elettrica è elevato).  sistemi “grid connect” (connessi alla rete elettrica)Questi sistemi hanno un collegamento diretto con rete elettrica e possono scambiare energia elettrica (es. vendendo alla rete nazionale l’energia prodotta in eccesso dai pannelli solari rispetto al consumo). In questi casi l’utenza può contare sia sull’energia elettrica prodotta dal pannello fotovoltaico sia dalla normale erogazione di energia della rete nazionale. Il costo finale in bolletta sarà il saldo algebrico tra i due flussi di energia. Gli impianni “grid connect” possono essere di piccole dimensioni (es. piccole utenze) o di grandi dimensioni (es. centrali fotovoltaiche). Il principio di funzionamento è simile in entrambi i casi: l’energia elettrica prodotta dai pannelli solari è ceduta direttamente alla rete elettrica nazionale e conteggiata a credito da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica.  

L’efficienza dell’impianto fotovoltaico 

La produzione di energia tramite gli impianti fotovoltaici dipende da vari fattori:Superficie dell’impiantoL’inclinazione ideale dei pannelli solari rispetto al terreno è di 30°. Per le altre pendenze la perdita oscilla dal -10% per inclinazioni orizzontali (tetto piano) e -35% per inclinazioni completamente verticali (pareti esterne). Posizione dei pannelli rispetto al sole.

I pannelli devono essere esposti a sud per ricevere il max. irraggiamento solare. Orientando i pannelli verso sud-est o verso sud-ovest si ottiene una perdita del -5%.E’ importante anche correggere l’inclinazione in base alla propria latitudine. L’inclinazione dei pannelli deve essere aggiustata con angolo di inclinazione pari alla latitudine locale sottratta di 10° circa.  Potenza della radiazione solare L’energia solare irraggia diversamente una località del nord e del sud Italia. Basti considerare i diversi valori di insolazione media di Milano (1372,4 kWh/m2 anno), di Roma (1737,4 kWh/m2 anno) e di Trapani (1963,7 kWh/m2 anno). Anche le caratteristiche morfologiche e atmosferiche della zona hanno un ruolo importante nel determinare la potenza della radiazione solare e la raccolta di energia fotovoltaica. Efficienza dei moduli FV  In condizioni “standard” d’insolazione (1000 W/m2, temperatura del modulo di 25°C) si stima che l’efficienza dei moduli fotovoltaici oscilli mediamente tra 10-12,5%.  Efficienza del BOS Per BOS si intende l’insieme dei dispositivi e dei componenti elettrici necessari per trasferire l’energia prodotta dai moduli fotovoltaici fino alla rete elettrica. Un valore dell’85% è generalmente considerato accettabile.  Es. dato il valore di insolazione media annua di Roma (1737.4 kWh/m² anno) 8 metri quadri di pannelli coprono una superficie potenziale di 1737.4 kWh x 8 = 13.899,2 kWh. L’efficienza dei moduli permetterà di convertirne il 10% in energia elettrica, ovvero 1.389 kWh. Considerando poi anche l’efficienza media del BOS pari al 85%, 1389 kWh x 85% otteniamo 1181 kWh. Complessivamente, 8 metri quadri di pannelli solari a Roma produrranno 1.181 kWh annuali di corrente alternata. 

Materiale tratto dal sito ecoage.it 

Tra i vari sistemi di isolamento delle pareti, quello a “cappotto” risulta essere tra i più vantaggiosi e per questo tra i più praticati.

Qualora le scelte costruttive o lo stato dei luoghi ce lo consentano, lo strato coibente dovrà trovarsi sempre sul lato esterno della muratura, sia quest’ultima strutturale o di tamponamento.

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Posizionando lo strato isolante verso l’esterno proteggiamo la parete dalle escursioni termiche, pertanto la massa della muratura resta più calda in inverno e più fresca in estate, generando un migliore comfort abitativo.

Oltretutto nella stagione fredda, in un muro non isolato, o isolato verso l’interno si può verificare la condensa dell’umidità presente nella muratura e la conseguente formazione di muffe. Tale inconveniente si riduce quasi totalmente se l’isolamento si trova nel lato esterno e pertanto se la muratura è protetta dal freddo.

Altro grande vantaggio del “cappotto esterno” consiste nella eliminazione o nella correzione dei ponti termici costituiti da solai, travi e pilastri che sono tra le principale porte di ingresso del freddo all’interno del fabbricato.

Il “cappotto” è comunemente realizzato mediante l’applicazione a colla e/o tassellatura di pannelli realizzati con i più svariati materiali siano essi di origine naturale (sughero, silicato di calcio, fibra di legno solo per citarne alcuni) o con prodotti derivati dal ciclo degli idrocarburi (polistirolo, stirene, poliuretano).

Per quanto ci riguarda ci sentiamo di segnalare che questi ultimi pur possedendo mediamente un coefficiente superiore di resistenza al passaggio del calore, possiedono scarsa permeabilità al passaggio del vapore, pertanto non vi è traspirazione tra l’interno e l’esterno dell’edificio, con conseguente passaggio del vapore acqueo.

Da un punto di vista della sostenibilità inoltre è importante sottolineare che questi materiali, derivati dal petrolio, sono certamente meno “bio-compatibili” di quelli “naturali”, senza tener conto delle problematiche e dei costi per lo smaltimento in caso di demolizione.

Altri sistemi di isolamento a cappotto possono essere attuate mediante l’applicazione di strati di termointonaco coibente. Questi ultimi sono degli ottimi prodotti, prevalentemente di origine naturale, che ben si addicono sia alle nuove costruzione che alle ristrutturazioni, in quanto lo strato coibente può essere steso sia all’interno che all’esterno, anche su murature irregolari, sulle quali sarebbe molto difficile applicare un pannello rigido. I termointonaci vengono applicati mediante macchina intonacatrice, a strati variabili, come un normale intonaco.

Per valutare il potere coibente di un materiale dobbiamo rifarci al coefficiente di conduttività termica “λ” il quale deve essere il più basso possibile.

Tra i principali prodotti naturali utilizzati per la realizzazione dei cappotti segnaliamo:

  • sughero densità: 120 Kg/mc ca. λ : 0,037 Kcal/mh°C. sp. 50 mm € 47,00/mq
  • vetro cellulare densità: 135 Kg/mc ca. λ : 0,040 Kcal/mh°C. sp. 50 mm € 42,00/mq
  • fibra di legno mineralizzata con magnesite λ : 0,037 Kcal/mh°C. sp. 50 mm € 46,00/mq
  • calcio silicato densità: 115 Kg/mc ca. λ: 0,043 Kcal/mh°C. sp. 50 mm € 38,00/mq
  • termointonaco densità: 115 Kg/mc ca. λ: 0,043 Kcal/mh°C. sp. 50 mm € 52,00/mq

Tali prezzi sono ovviamente indicativi e sono comprensivi di due mani di rasatura in calce/cemento (finitura al civile per il termointonaco) e non tengono conto di variabili quali ponteggi e superficie esistente o di finiture più pregiate.

Personalmente apprezzo particolarmente i pannelli di calcio silicato in quanto hanno un rapporto prezzo/efficienza molto buono, sono facili da posare con l’apposito collante e non danno problemi una volta installati. I migliori prodotti sul mercato sono il Greiselpor della tedesca Greisel e Minipor di Roefix.

Merita inoltre una particolare segnalazione anche l’intonaco termo-isolante, in quanto materiale prodotto con materie prime naturali di alta qualità, estremamente versatile nell’impiego in particolare nel settore delle ristrutturazioni.

Sembra superfluo sottolineare che l’investimento economico per la realizzazione di un cappoto, ed in generale per l’isolamento di un’abitazione, seppur considerevole, aumenta il valore dell’immobile, e comunque viene tranquillamente ammortizzato in un tempo medio di circa 10 anni grazie al notevole risparmio energetico conseguito, tempi ora estremamente ridotti grazie agli sgravi fiscali del 55% previsti dalla vigente finanziaria.

Comunque ritengo che le motivazioni più importanti vadano cercate nel considerevole aumento dell comfort abitativo e per i più ecologisti nel notevole beneficio che possiamo apportare all’ambiente consumando molta meno energia per i nostri fabbisogni.

Lo strato di ventilazione agevola, tramite i moti convettivi, la fuoriuscita dell’aria riscaldata (con velocità di 0,7-0,9 m/sec.) attraverso la linea di colmo di adeguata sezione. Il buon funzionamento di uno strato di ventilazione, con superficie di cmq./ml. 600/700, può portare ad un abbattimento calorico superiore al 40%, oltre a tutti gli altri benefici propri della ventilazione, quali la maggior durata degli elementi che compongono la copertura per l’assenza di muffe e fenomeni di condensa.

TETTO VENTILATO A DOPPIA LISTELLATURA

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Il sistema è composto, a partire dall’intradosso, da:

- assito a vista;

- barriera a vapore;

- listoni, dello spessore dell’isolante, paralleli alla linea di gronda;

- pannello isolante, (normalmente non inferiore a cm.6);

- guaina di protezione all’ acqua.

- listoni per la camera di ventilazione, ortogonali, di altezza cm. 6/7;

- listoncini ancorati ai listoni, paralleli alla linea di gronda, posta ad interasse a seconda della lunghezza dei coppi o delle tegole usati.

Dovrà essere munito di griglia antipassero e di un efficace colmo ventilato in grado di smaltire l’aria riscaldata, proveniente dalle falde.

 

TETTO VENTILATO A DOPPIO TAVOLATO

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Il sistema è composto, a partire dall’intradosso, da:

- assito a vista;

- barriera a vapore;

- listoni, dello spessore dell’isolante, paralleli alla linea di gronda;

- pannello isolante, (normalmente non inferiore a cm.6);

- listoni per la ventilazione, ortogonali, di altezza cm.5,5;

- secondo assito per l’alloggiamento dei coppi, (compensato marino);

- guaina di protezione all’ acqua.

Dovrà essere munito di griglia antipassero e di un efficace colmo ventilato in grado di smaltire l’aria riscaldata, proveniente dalle falde.

MICROVENTILAZIONE È opportuno che questo strato sia sempre presente in ogni tipo di copertura, anche se non propriamente ventilata, nella dimensione fino a cmq./ml. 200. La sua presenza evita il ristagno dell’umidità. Da segnalare che una copertura con sola microventilazione sottotegola NON viene considerata ventilata secondo la normativa.

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Il sistema prevede la formazione di una camera di ventilazione mediante l’applicazione, su ogni coppo canale, di un PIEDINO con funzioni di rialzo-distanziatore e, nel contempo, di ancoraggio dei coppi stessi.

L’intercapedine, ottenuta con i piedini di rialzo dei coppi di canale, ottempera alle seguenti prescrizioni tecniche:

- superficie di ventilazione media costante non inferiore a cmq./ml.600;

- assenza assoluta di listelli orizzontali limitanti il flusso ascensionale dell’aria calda.

Il contatto diretto della copertura con l’intercapedine di ventilazione sfrutta il surriscaldamento dell’aria accentuandone la velocità di deflusso. Il sistema si adatta a coppi nuovi o di recupero ed è dotato di Griglia di partenza (antipassero) e AERCOLMO ventilato (antipassero), in grado di smaltire l’aria calda proveniente dalle falde. PRODUTTORE: DEPLIMAX s.r.l. – Silea (TV).

Tratto da: tettiventilati.it

Oggi il 90% circa dell’approvvigionamento energetico mondiale proviene da fonti non rinnovabili: petrolio, carbone, gas naturale, uranio. Le fonti rinnovabili, compresa la biomassa, restano penultime nella graduatoria dell’utilizzo energetico.
I combustibili fossili a buon mercato costituiscono ancora il fulcro della società moderna. Il potere decisionale in materia di approvvigionamento e fissazione dei prezzi dell’energia si concentra in sempre meno mani e spesso in regioni politicamente instabili.

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L’uso inefficiente dei combustibili fossili mette a rischio l’approvvigionamento energetico e la qualità della nostra vita. Inoltre contribuisce ai problemi di inquinamento dell’aria e alle emissioni di gas serra. Per quanto a molti possa apparire sorprendente, la più ampia fonte di energia non è il petrolio, ma il risparmio energetico.
Il “sesto carburante” – ossia il risparmio energetico ottenibile mediante un migliore isolamento – costituisce potenzialmente il maggior fattore di risparmio in questo senso. Il sesto carburante è economico, pulito e soprattutto sostenibile. Migliora la qualità della vita e il comfort abitativo. Crea posti di lavoro. È tecnologicamente più che collaudato e non richiede ricerche ad altissima tecnologia.
Ma la cosa più importante è che il sesto carburante costituisce una risorsa praticamente non sfruttata.
Il vostro edificio il consumatore energetico più vorace?
Gli edifici sono i maggiori consumatori di energia, responsabili di oltre il 40% dell’utilizzo energetico nell’Unione Europea. Riscaldamento, raffreddamento e condizionamento costituiscono le principali cause dell’inefficienza nell’utilizzo energetico. Esiste quindi un ampio potenziale di risparmio energetico ancora non sfruttato. Oggi è possibile costruire una casa “passiva” qualitativamente perfetta ed economicamente abbordabile, che impiega il 90% di energia in meno rispetto alla casa media europea – e l’80% di energia in meno rispetto alla moderna casa standard conforme ai più avanzati regolamenti edilizi europei. Il costo di costruzione di una casa “passiva” ben coibentata, ripartito sul ciclo di vita è basso. Un edificio può durare 100 o più anni, e spesso per molte persone rappresenta il maggiore investimento di tutta una vita. Ciò nonostante le istituzioni, le imprese edilizie e i proprietari di immobili rinunciano non solo ad un possibile quanto massiccio risparmio energetico, ma anche alla maggiore qualità ambientale offerta da una casa provvista di un elevato comfort termico, di una buona ventilazione e di altre soluzioni “passive” intelligenti.
I vecchi stabili sono i maggiori responsabili dello spreco di energia. I dati del rapporto di verifica energetica della Danimarca mostrano che 3 proprietari di immobili su 4 potrebbero risparmiare denaro coibentando adeguatamente e rendendo più efficienti, da un punto di vista energetico, le loro case. I benefici del sesto carburante sono ovvi. Benefici che potremo rendere tangibili migliorando le nostre case attraverso un efficiente isolamento.
L’IMPORTANZA DELL’ISOLAMENTO NEGLI EDIFICI
Nel corso degli ultimi due decenni, EURIMA (European Insulation Manifacturers Association) ha studiato lo sviluppo degli standard d’isolamento termico in nuovi edifici europei. Normalmente, studi di tale genere si sono concentrati sullo spessore (mm) dell’isolamento con lane minerali, progettato e usato nelle nuove costruzioni. Un’indagine d’aggiornamento completata nel 2001 ha mostrato un continuo progresso negli standard d’isolamento in vari paesi, soprattutto in Europa centrale. Forse non è sorprendente vedere che, per via delle loro condizioni climatiche, i paesi scandinavi, capeggiati dalla Svezia, ritengono che la propria posizione sia di preminenza, mostrando al resto dell’Europa la strada da seguire. Il Sud continua a restare indietro, nonostante le normative europee richiedano migliori standard per soddisfare gli obiettivi di Kyoto. Lo stesso vale per lo spessore isolante delle pareti e dei tetti.
Sebbene questi studi passati diano una descrizione accurata della situazione, l’aspetto dello spessore isolante è piuttosto semplicistico: non mira ad appesantire i paesi, né prende in considerazione i loro rispettivi climi. In questo nuovo studio, sono state rianalizzate le cifre relative ai vari paesi per prendere in considerazione la popolazione e i gradi giorno, ovvero il numero di giorni l’anno in cui è necessario usare il riscaldamento. Tutte le prestazioni vengono paragonate ai livelli svedesi. Così espressi, i risultati mettono in evidenza il maggiore potenziale di risparmio energetico in alcuni paesi settentrionali, ma indicano chiaramente che gli sforzi principali devono concentrarsi nel Sud e nei paesi aventi una vasta popolazione. Si possono realizzare anche notevoli progressi in quasi tutti i paesi europei aumentando gli standard dello spessore isolante per pareti e tetti. Ad esempio, se gli standard isolanti svedesi fossero impiegati in paesi quali il Belgio, la Spagna e l’ltalia, si otterrebbero risparmi energetici fino al 90%. Lo stesso vale per I’intera Europa, dove si potrebbero ottenere risparmi superiori al 50%. I paesi con vaste popolazioni, quali il Regno Unito, la Germania, la Francia, la Spagna e I’ltalia, hanno il potenziale più elevato di risparmio energetico. La perdita d’energia totale derivante dalle case calcolata si basa sulle normative attualmente in vigore per nuove costruzioni. Tuttavia, molti edifici vecchi hanno un isolamento ridotto o addirittura inesistente ed è qui che si ha un potenziale più elevato di risparmio. Per ottenere una cifra più realistica della perdita effettiva, o del potenziale risparmio energetico, imputabile agli edifici, si potrebbe applicare un fattore di moltiplicazione di due a quattro.
Se si presume che gli standard di vita miglioreranno, soprattutto nell’Europa meridionale, si prevede una richiesta d’inasprimento dei livelli d’isolamento dal momento che il consumo energetico aumenterà per via, ad esempio, del maggior utilizzo dell’aria condizionata. A meno che gli standard non migliorino, il consumo d’energia richiesto per avere livelli ottimali nelle case supererà i risparmi energetici ottenuti grazie ai livelli d’isolamento esistenti.
Si sa che l’utilizzo energetico degli edifici equivale ad oltre il 40% di tutte le emissioni di CO2 in Europa, ma solo l’Austria e il Regno Unito hanno in programma di ottenere risparmi del 40% nel settore dell’edilizia. Quindi, la sfida è continuare ad esercitare pressione sulla legislazione nazionale per migliorare gli standard d’isolamento. Gli studi contemporanei sugli atteggiamenti pubblici verso il riscaldamento globale e i mutamenti climatici indicano una scarsa consapevolezza della critica importanza dell’isolamento degli edifici per l’ambiente. È chiaro che, tutt’oggi, la gente non capisce che le loro singole azioni per migliorare l’isolamento degli edifici può avere un impatto significativo sulla riduzione delle emissioni di CO2.
Conclusioni:
• Sono ancora elevati i potenziali risparmi energetici derivanti da maggiori livelli d’isolamento in edifici nuovi ed esistenti.
• Il Sud d’Europa e sopratutto i paesi popolati hanno il potenziale più alto.
• l valori di trasmittanza termica U per tetti e pareti di, rispettivamente, 0,10 W/m²K e 0, 15 W/m²K, dovrebbero essere standard per le nuove costruzioni in tutti i paesi europei e possibilmente per gli edifici esistenti.
• Potenziali risparmi nel consumo energetico delle case potrebbero equivalere alla maggior parte (o possibilmente al totale) della riduzione delle emissioni di CO2 necessarie per soddisfare gli obiettivi di Kyoto.
• L’aumento degli standard di vita potrebbe compensare i risparmi dei livelli d’isolamento esistenti.

Dossier tratto dal libro di Attilio Carotti, edito da Libreria Clup
La casa passiva – costruzione & struttura

Agire ecologicamente significa utilizzare e gestire le risorse naturali considerando, non solo la loro disponibilità sul mercato e il loro prezzo, ma sempre,nella piena consapevolezza, che la loro quantità sulla Terra è limitata e che il loro uso può generare effetti negativi sull’ambiente, nostro unico habitat.

 paesaggio.jpegL’edilizia ecologica nasce come reazione alla grave crisi ambientale in cui attualmente ci troviamo e il suo obiettivo principale è quello di mitigare gli impatti ambientali connessi all’edilizia. I sintomi più rilevanti di questa crisi in atto sono:

  • inquinamento atmosferico (CO2 e altri gas) e i suoi effetti negativi (effetto serra, distruzione dello strato di ozono, piogge acide, malattie correlabili, ecc.);
  • prevedibile esaurimento delle risorse naturali non rigenerabili (petrolio, gas naturale);
  • inquinamento delle acque e del suolo e crescenti consumi di acqua potabile;
  • dissesti idrogeologici che si verificano in ogni parte del pianeta;
  • diminuzione della biodiversità, cioè delle specie animali e vegetali.

Uno dei maggiori responsabili di questo degrado è l’edilizia (in senso lato); essa, infatti, incide per un terzo circa sul consumo totale dell’energia nel mondo (1992) e per il 40 per cento su quello dei materiali. La costruzione di nuovi edifici e di relative infrastrutture, le attività estrattive, gli stabilimenti per la lavorazione e trasformazione e lo smaltimento dei rifiuti edili consumano sempre più nuove fasce di territorio.

L’estrazione della materie prime, la produzione e la lavorazione dei materiali e i relativi trasporti, l’esecuzione e la manutenzione delle opere, nonché la demolizione e lo smaltimento degli edifici consumano un’immensità di energia, tuttavia la maggior parte dei consumi energetici attribuibili all’edilizia viene impiegata per la climatizzazione e l’illuminazione degli edifici. Tutta questa energia oggi è principalmente prodotta dal petrolio e dal gas metano, da risorse cioè più scarse e destinate ben presto ad esaurirsi. Il petrolio e i suoi derivati sono anche la materia prima di molti materiali e prodotti usati nell’edilizia. Poiché, come abbiamo visto, questa risorsa sta rapidamente diminuendo, i consumi di energia e di materiali derivati dal petrolio dovrebbero essere drasticamente ridotti.

L’inquinamento atmosferico è dovuto in gran parte alla climatizzazione degli edifici. Benché la parte del leone spetti al traffico motorizzato, in Italia, la climatizzazione si colloca subito al secondo posto per entità delle emissioni.

In molte aree urbane le crisi idriche si susseguono sempre più velocemente l’una all’altra e l’acqua potabile di buona qualità è ormai diventata una leggenda, o solo un bel ricordo dei tempi andati. Le cause sono da ricercare nel crescente consumo idrico per usi domestici ed industriali e nell’inquinamento delle falde idriche da parte dell’agricoltura, delle discariche, delle zone industriali e delle acque reflue urbane.

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Altri tipi di inquinamento, che ormai ci affliggono e che vanno ad aggiungersi a quelli appena descritti, sono i rumori provenienti dal traffico stradale e i campi elettromagnetici creati da linee elettriche ad alta tensione.

A questo panorama abbastanza inquietante va a sommarsi un ulteriore e particolare tipo di inquinamento, non meno preoccupante, quello cioè relativo agli ambienti confinati, il cosiddetto “inquinamento indoor”, dovuto all’introduzione di sostanze tossiche negli edifici e alla ridotta ventilazione degli stessi. L’inquinamento da gas, polveri, fibre, microbi, muffe e agenti chimici sta all’origine di varie tipologie patologiche, conosciute come “Building Related Ilnesses” (BRI) e “Sick Building Syndrome” (SBS), che si manifestano con svariati disagi, ma che in certi casi assumono anche carattere di gravissime malattie 8asma, neoplasie). L’aumento di queste malattie rappresenta ormai un grave problema per la sanità pubblica. In Italia, l’inquinamento indoor è risentito particolarmente nei grandi edifici interamente climatizzati adibiti ad uffici come centri direzionali, sedi di amministrazioni pubbliche e private, banche, ecc.

L’edilizia moderna ha anche cambiato lo stile dell’abitare. La nuova urbanizzazione è caratterizzata da grandi e stereotipi palazzi a più piani in vive e lavora la maggior parte della gente che ha un solo desiderio: sfuggire da questi luoghi e costruirsi una propria casa nel verde.

Un ulteriore effetto negativo dell’edilizia moderna è la perdita delle tradizioni edili. Questo fatto non è solo deplorevole dal punto di vista culturale, ma comporta anche delle implicazioni economiche ed ecologiche. La perdita delle tecniche tradizionali è una delle cause degli immensi consumi energetici avendo anche disimparato a costruire gli edifici in rapporto alle condizioni climatiche locali e alle risorse del luogo, ed inoltre grava sul recupero e sul restauro del nostro patrimonio storico-architettonico.

da: Wienke, Uwe: Manuale di Bioedilizia, 3a ed., Roma 2004

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